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Sanatoria stranieri irregolari

 
roberto
22 settembre 2012
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È già possibile – e lo sarà fino al 15 ottobre – sfruttare le possibilità offerte dalla sanatoria dei lavoratori stranieri irregolari. Con il pagamento di un ticket una tantum e forfettario di 1.000 euro per ogni lavoratore da regolarizzare, il datore di lavoro potrà mettersi a norma con quanto previsto dall’attuale ordinamento, evitando di subire le pesanti e riviste sanzioni che sono previste per il lavoro in nero. Cerchiamo di riassumere i caratteri principali di questa importante disciplina, e vediamo in che modo i datori di lavoro

Iniziamo con il riassumere i presupposti fondamentali che il datore di lavoro dovrà dimostrare di possedere / poter verificare, per poter accedere alla sanatoria: a) il datore di lavoro deve occupare irregolarmente (in nero) il lavoratore straniero al 9 agosto e questo rapporto di lavoro, irregolare, deve perdurare da almeno tre mesi (deve, quindi, risultare costituito prima del 9 maggio); b) il datore di lavoro deve continuare ad occupare il lavoratore da regolarizzare, in nero, alla data di presentazione tra il 15 settembre e il 15  ottobre); c) il lavoratore da regolarizzare deve essere presente in Italia, ininterrottamente, dal almeno il 31 dicembre 2011 (cioè deve essere arrivato in Italia entro tale data e non deve più essere ripartito).

Se il datore di lavoro dimostra il possesso di tali requisiti, potrà presentare domanda di regolarizzazione, pagando anticipatamente il ticket di 1.000 euro (il pagamento deve essere effettuato necessariamente prima poiché in domanda vanno inseriti gli estremi del versamento). Il pagamento va effettuato con modello F24 utilizzando i codici: «REDO» denominato «Datori di lavoro domestico – regolarizzazione extracomunitari – articolo 5, comma 5, del dlgs n. 109/2012»; «RESU» denominato «Datori di lavoro subordinato – regolarizzazione extracomunitari – articolo 5, comma 5, del dlgs n. 109/2012».

Il ticket di 1.000 euro, ricordiamo infine, non comprende altre voci di onerosità, come ad esempio gli altri contributi che occorrerà pagare a regolarizzazione accettata.

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