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Rinuncia all’eredità: come farla, quanto costa e perché richiederla

Per alcune persone è quasi sintomatica di litigi, scontri familiari e motivi di faide tra figli, fratelli o cugini: è un qualcosa che succede e che spesso viene documentato anche dalla cronaca di determinati paesi. Tuttavia, non sempre ricevere l’eredità di un parente defunto è conveniente: quando i debiti accumulati superano i crediti e quei sistemi di approvvigionamento del denaro – come pensioni o risarcimenti dello stato – potrebbe essere utile rinunciare all’eredità di un genitore, prima di sostenere il difficile pacchetto completo. La rinuncia all’eredità è un procedimento burocratico non complesso da realizzare, che richiede i suoi costi ma che, in ogni caso, permette all’erede di non vivere la drammatica situazione di un genitore in caso di difficile condotta di vita. Ma come farla?

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Perché richiedere la rinuncia all’eredità

La dichiarazione di rinuncia all’eredità è un provvedimento che spesso salva la vita di alcune persone che vedrebbero riflesse su di sé tendenze e attività negative che sono stati effettuati dai propri genitori. I debiti che possono essere maturati sono numerosi e quando diventano difficili da sostenere, c’è bisogno di tenere gli affetti lontani per pensare ad un modo giusto di “sopravvivere”, specie a seguito della morte di un parente, che di fatto apre un meccanismo automatico di successione. Di fatto, la rinuncia all’eredità è un processo di estraniazione, che permette ad una persona di ritenersi esterna a qualsiasi richiesta di credito e di pagamento di debiti ereditari: naturalmente, ciò determina anche l’impossibilità di acquisire beni, sistemi di credito o azioni ereditarie che sarebbero state naturalmente accolte dall’erede.

Per fortuna, sul web è possibile informarsi in diversi campi, così da agire in maniera corretta e pulita in tutti i sensi; per avere una maggiore coscienza del mondo ludico, ad esempio, potrebbe essere utile conoscere il gioco della roulette spiegato dagli esperti di Casinoonlineaams.com, a dimostrazione del fatto che i professionisti abbondano in ogni ambito della vita umana. Stesso, ovviamente, dicasi di qualsiasi settore pubblico e privato della propria vita, che va dal fisco al lavoro, passando per condotte di qualsiasi tipo che possono essere potenzialmente negative e che richiedono un aiuto: non è giusto, del resto, che un figlio debba pagare per gli errori commessi da un genitore ed è per questo che la rinuncia all’eredità risulta essere salvifica.

Come richiedere la rinuncia all’eredità

Per chiedere la rinuncia dell’eredità c’è bisogno di una dichiarazione ricevuta da un notaio o dal cancelliere di un Tribunale che ha dato avvio alla fase di successione dei beni. Naturalmente, in base alla figura professionale alla quale ci si riferisce, cambia anche l’approccio, ma in genere sarà necessario servirsi dei seguenti documenti utili:

  • Dichiarazione sostitutiva della certificazione di morte o estratto dell’atto di morte, nel caso di decesso di coniuge o ascendente o discendente dell’eredità;
  • Documento di identità valido e codice fiscale di chi vuole effettuare la domanda di rinuncia;
  • Copia del codice fiscale del defunto e del soggetto che richiede la rinuncia;
  • Copia autentica del testamento, se il defunto ne ha realizzato uno;
  • Copia autentica dell’autorizzazione del Giudice tutelare, nel caso di rinuncia che vuole essere richiesta da parte di minorenni, persone che sono burocraticamente interdette o inabilitate alla gestione dell’eredità o, semplicemente, alla realizzazione autonoma della domanda;

La domanda può essere effettuata anche soltanto da un erede per tutti coloro che vogliono effettuare rinuncia, ma servirà la presenza di tutti i soggetti potenzialmente ereditari per la firma dell’atto. Ciò che è importante, in ogni caso, è che la domanda venga presentata entro tre mesi dal decesso nel caso di beni ereditari; in caso contrario, sarà possibile richiede (e anche di revocare) la cessazione dell’eredità fino alla prescrizione del diritto fissata a 10 anni.

I costi da sostenere per la realizzazione della rinuncia

Ultimo elemento da valutare, per quanto riguarda la rinuncia dell’eredità, interessa i costi da sostenere per questo procedimento. Innanzitutto, sarà necessario sostenere un costo di 32 euro (16 euro per marca da bollo) al fine di acquistare due marche da bollo che sostengono la rinuncia e il ritiro dell’atto; il costo più elevato da sostenere è quello per l’imposta di registro per la registrazione dell’atto di rinuncia, da versare presso banca o ufficio postale con modello F23, che ha il costo di 200 euro. Infine, bisognerà applicare una marca da bollo da 11,63 euro (o 34,89 per urgenze) per diritti di cancelleria.

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