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I codici tributo per recuperare le somme indebite nell’F24

I codici tributo 3898 e 3899 sono i due riferimenti numerici che devono essere sfruttati da tutti quei contribuenti che si sono resi protagonisti di una fruizione di somme e crediti di imposta in maniera indebita: in effetti, la nostra amministrazione finanziaria è solita recuperare questi importi in base a quanto previsto dalla Legge Regionale numero 12 del 2007, un testo che si riferisce alla Campania e agli incentivi destinati a imprese e aziende per il piano di sviluppo economico regionale. In pratica, la legge è stata promulgata per sostenere gli investimenti produttivi che sono effettuati in questo territorio, ma ovviamente non tutti hanno diritto al credito. Proprio per risolvere questi inconvenienti, una recente circolare della stessa Agenzia delle Entrate ha chiarito ogni dettaglio a tal proposito, spiegando come recuperare le somme indebite attraverso il modello F24.

C’è comunque da dire che già nel corso del 2009 il Fisco aveva previsto dei controlli molto specifici per capire a chi spettassero i crediti ed eventualmente recuperarli. In questo caso, il codice 3898 (Credito d’imposta per i nuovi investimenti nella Regione Campania e relativi interessi) prevede gli interessi da aggiungere al versamento finale e complessivo, mentre il codice 3899 (la denominazione è sempre la medesima, con particolare riferimento al controllo sostanziale dei presupposti e requisiti di legge) è stato istituito per indicare nel modello fiscale quali sono le sanzioni pecuniarie da pagare.

Come si possono usare i due codici appena menzionati? Il riporto degli stessi va effettuato necessariamente nella sezione “Erario” del documento tributario, più precisamente in corrispondenza di quelle somme che sono indicate nella colonna che è denominata “Importi a debito versati”: altri due codici che è obbligatorio compilare sono il codice ufficio e quello atto, utili per comprendere che il recupero del denaro è stato notificato. Infine, nell’anno di riferimento dovrà essere inserito proprio l’anno in cui il pagamento è stato realizzato.

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