Nuova imposta sui rifiuti con la manovra Salva Italia

di roberto Commenta

Manca ancora un anno, ma è bene che i contribuenti inizino a prendere confidenza con la RES, la nuova tassa comunale sui rifiuti e sui servizi, un prelievo che sostituirà l’attuae TARSU (la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani), con un provvedimento passato in apparente secondo piano all’interno del comparto delle novità fiscali che hanno riguardato gli ultimi, travagliati, mesi del 2011. 

La RES sostituisce completamente la precedente TARSU, andando a imporre un prelievo fiscale dipendente dal volume di rifiuti prodotti per unità di superficie, sulla base della destinazione di utilizzo dell’immobile, e con esclusione dalla tassazione di quelle aree scoperte pertinenziali, o quelle accessorie delle abitazioni private, e le aree comuni condominiali che non siano detenute o occupate in via esclusiva. Ancora, in caso di utilizzi temporanei di durata non superiore ai sei mesi, il tributo è dovuto solo dal proprietario dell’immobile. 

Per quanto concerne la superficie da considerare per il calcolo del tributo, questa equivale all’80% della superficie catastale. L’aliquota da applicare sulla superficie oggetto di base imponibile RES potrebbe essere oggetto di riduzioni sulla base delle singole deliberazioni dell’istituzione comunale, che potrebbe infatti prevedere “sconti” nella misura massima del 30% in caso di abitazione con unico occupante, abitazioni adibite a uso stagionale o non continuativo, abitazioni occupate da soggetti che abbiano la dimora all’estero per più di sei mesi l’anno, o ancora fabbricati rurali ad uso non abitativo. 

È inoltre prevista una riduzione per quanto concerne la raccolta differenziata, in proporzione alla quota di rifiuti effettivamente smaltiti e correttamente conferiti. Nelle zone in cui la raccolta non viene effettuata, il tributo è dovuto in misura non superiore al 40% della tariffa base. 

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