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Pagamenti tra imprese in 30 giorni

Un disegno di legge, che recepisce la direttiva UE del 2011 contro i mostruosi ritardi nei pagamenti tra fornitori e clienti, stabilisce che gli stessi dovranno avvenire entro un massimo di 30 giorni. Il provvedimento – appoggiato da entrambi le parti della commissione attività produttive della Camera – non riguarda ad ogni modo i crediti verso la pubblica amministrazione, e dovrà ora passare al vaglio della Camera e del Senato. Cerchiamo di comprendere cosa preveda questo disegno, e in che modo potrebbe cambiare la vita dei piccoli imprenditori.

Partiamo da un dato statistico. Stando a quanto rilevato dal servizio Dap, Database delle abitudini di pagamento realizzato da Assifact in collaborazione con Cribis D&B, al Sud ci si mette il doppio del tempo per pagare i debiti commerciali: 300 giorni rispetto ai 150 impiegati al Nord, con una media italiana pari a 229 giorni.

Per quanto invece riguarda le classi di attività commerciale, le più lente sono quelle della pubblica amministrazione (comunque escluse dal potenziale provvedimento) e in particolare quelle dell’assistenza sanitaria, con tempi di pagamento superiori all’anno.

Tornando al discorso geografico, all’interno della distribuzione geografica e secondo i settori di attività economica, le differenze sono rilevanti. Il Nordest registra tempi medi di pagamento intorno ai 150 giorni  mentre per l’area Sud si rilevano tempi medi superiori ai 300 giorni. La classificazione in base alle attività economiche evidenzia invece una quota importante del database alla già ricordata assistenza sanitaria, che rappresenta il 18 per cento del totale, contro il 12 per cento del commercio al dettaglio.

I dati di cui sopra, stimati dal Dap, si riferiscono a marzo 2012, e sono stati elaborati sulla base di quasi 8 milioni di crediti ceduti a società di factoring, a fronte di oltre 45 mila debitori censiti. Il 38 per cento dei crediti Dap si riferisce al Nord, il 32 per cento al Centro, il 31 per cento al Sud e Isole.

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