La Corte di Cassazione, con sentenza 3 ottobre 2011, n. 35730, ha confermato la condanna nei confronti di un cittadino torinese che aveva quietanzato una fattura che sapeva essere falsa. Quanto sopra è stato sufficiente per far scattare il reato di evasione fiscale, con tutte le conseguenze e i pregiudizi che ora seguiranno per il 52 enne che si è reso protagonista della vicenda.
Il cittadino torinese aveva trasportato merce presso un agriturismo, firmando (più volte, sostiene la Guardia di Finanza) delle fatture che sapeva essere false. Per tale motivo era scattata la denuncia, finita poi in sede giudiziaria dove – sia in primo grado che in appello – i tribunali avevano condannato l’uomo per l’evasione fiscale determinata dalla fattispecie appena ricordata.
Il
Come noto, tra i provvedimenti predisposti all’interno della manovra correttiva di agosto vi è anche l’inasprimento dell’aliquota IVA ordinaria di un punto percentuale: in altri termini, l’aliquota massima attualmente pari a 20%, subirà un innalzamento al 21%, con effetti conseguenti sui prezzi finali di vendita dei beni di consumo prevalente.