L’ultima circolare pubblicata dall’Inps ha avuto come oggetto il Decreto Interministeriale dello scorso 24 giugno: più precisamente, è stato contemplato il rimborso dei maggiori oneri che sono stati sopportati dalle aziende attive nel campo del trasporto pubblico, con le relative istruzioni dal punto di vista contabile. Come è noto, infatti, l’ente previdenziale ha l’obbligo di erogare alcuni trattamenti economici di malattia nei confronti degli addetti di questo comparto. In aggiunta, questi stessi lavoratori possono anche beneficiare del trattamento previdenziale di malattia, il tutto in base alle modalità e ai limiti che sono previsti dalla legge. I maggiori oneri a cui si faceva riferimento in precedenza possono essere finanziati attraverso l’opportuno utilizzo delle somme che sono residuate da quelle destinate al rinnovo del contratto collettivo di lavoro.
Agevolazioni fiscali, cosa accadrà alle cooperative
Tra i principali provvedimenti della manovra estiva, vi è anche il taglio alle agevolazioni fiscali tradizionalmente spettanti alle cooperative, un’ampia fetta di organizzazioni societarie particolarmente diffuse nella Penisola. Un taglio che riguarda sia le cooperative a mutualità prevalente (cioè quelle che esercitano la propria attività in misura – appunto – prevalente attraverso il lavoro, gli apporti o le vendite che hanno come controparte i propri soci), sia le cooperative “diverse”, abbracciando in tal modo tutto il comparto tricolore di questa forma societaria.
Brevemente, il regime prevalente prevedeva per le società a mutualità prevalente l’esenzione della quota di utili netti annuali destinati alla riserva minima obbligatoria, e del 3% dell’utile destinato ai fondi mutualistici, dalla formazione del reddito imponibile. Pertanto, le cooperative a mutualità prevalente sono soggette a IRES per una quota di utili netti annuali pari al 30%, mentre le cooperative di consumo scontano l’imposta sul 55% sull’utile conseguito.
Pec: cosa c’è da sapere sulla scadenza del 29 novembre
Novembre può essere definito a ragione il mese della posta elettronica certificata. In effetti, la scadenza fissata in questo caso per i soggetti maggiormente coinvolti è il prossimo 29 novembre; entro tale data, infatti, le aziende del nostro paese dovranno munirsi di un apposito indirizzo di Pec, altrimenti potrebbero rischiare di incorrere in sanzioni pecuniarie piuttosto pesanti, le quali vanno da un minimo di duecento a un massimo di 2.600 euro. Proprio per queste ragioni, la comunicazione in questione diventa essenziale. Ma chi deve rispettare esattamente questa scadenza? C’è un po’ di confusione a tal proposito, ma può essere spazzata via ricordando che il 29 novembre è il termine fissato per le società di persone (società semplici, società in nome collettivo e società in accomandita semplice) e quelle capitalistiche (società per azioni, società in accomandita per azioni e società a responsabilità limitata).
Scadenze fiscali, il termine del 16 novembre per la rateizzazione Unico
Il 16 novembre 2011 scade il termine per la rateizzazione relativa alle somme dovute in virù della presentazione del Modello Unico. Ma andiamo con ordine: la scadenza interessa tutti i soggetti persone fisiche o contribuenti titolari di partita Iva, che debbano pagare la sesta e ultima rata delle somme dovute dall’adempimento dichiarativo del modello Unico 2011, con la maggiorazione degli interessi dovuti per la dilazione del pagamento, nella misura dell’1,43%.
Il pagamento della sesta rata è tuttavia valido solo se il contribuente ha effettuato il pagamento della prima rata entro il 6 luglio 2011. Se invece il pagamento della prima rata è avvenuto tra lata data del 7 luglio 2011 e quella del 5 agosto 2011, il contribuente dovrà versare entro il 16 novembre la quinta e ultima rata derivante dall’adempimento dichiarativo in questione, con una maggiorazione pari all’1,11% per la dilazione del pagamento.
Rifiuti e federalismo: la Res sostituirà Tarsu e Tia
La nuova sigla fiscale con cui i contribuenti dovranno abituarsi ad avere a che fare quando si parlerà di rifiuti è Res: l’acronimo sta ad indicare appunto “Rifiuti e Servizi”, l’imposta che rappresenta di fatto il sostituto ideale di altri due tributi, vale a dire la Tarsu (Tassa per lo Smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani) e la Tia (Tariffa di Igiene Ambientale). Che cosa cambierà in questo senso? Anzitutto, bisogna precisare che si tratta di una delle principali innovazioni che sono state inserite nel Decreto del Consiglio dei Ministri di una settimana fa, il testo normativo pensato appositamente per correggere dal punto di vista legislativo il federalismo fiscale. Ebbene, l’intento è quello di introdurre una tassa di stampo comunale, ma soltanto fra due anni, visto che servirà ancora del tempo per assimilare in maniera corretta la misura.
Scadenze fiscali, gli appuntamenti di metà mese per gli artigiani
Il 16 novembre 2011 è data ricca di scadenze fiscali. All’interno di tale giornata, scadono anche alcuni termini utili agli artigiani per poter regolarizzare le proprie posizioni nei confronti dell’Inps. Vediamo quindi in cosa consistono le scadenze relative a questa categoria di lavoratori, e quali sono gli obblighi che gli stessi devono rispettare.
Il 16 c.m. scade innanzitutto il termine per il pagamento della terza rata o della terza quota trimestrale dei contributi Inps dovuti sul “minimale” ed inerente l’anno in corso. L’obbligo, per quanto intuibile da quanto abbiamo affermato in introduzione, si riferisce essenzialmente a tutti gli artigiani, ma interessa altresì i commercianti.
Voucher: le ultime novità per i committenti e i prestatori
La data odierna rappresenta il secondo giorno in assoluto in cui si possono vendere e riscuote i buoni lavoro (i cosiddetti “voucher” per intenderci) presso le varie agenzie della Banca Popolare dell’Emilia Romagna: la precisazione è giunta tre giorni fa tramite un’apposita circolare dell’Inps, la quale ha messo in luce come tali servizi siano disponibili presso i vari sportelli disseminati sul territorio nazionale (sono circa 380). L’istituto emiliano si unisce idealmente alla Banca Popolare di Sondrio in tal senso, vale a dire nell’avvio di un nuovo canale di distribuzione dei buoni, una opportunità resa possibile dall’accordo tra l’Inps e l’Icbpi (Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane). Si tratta di una convenzione molto importante e interessante, dato che i pagamenti avvengono sempre attraverso lo stesso circuito della banca.
Imposta di soggiorno, i Comuni iniziano ad attrezzarsi
In seguito a quanto introdotto, a titolo di innovazione, nel decreto legislativo correttivo approvato dal Governo lunedì scorso, i Comuni potranno introdurre l’imposta di soggiorno, con ulteriore prelievo alle tasche di coloro che soggiorneranno nelle aree municipali di riferimento.
All’interno della bozza del documento, infatti, appare possibile poter dar seguito all’introduzione di un sovrapprezzo di un massimo di 5 euro per ogni notte trascorsa in albergo di quelle aree rientranti – come dall’articolo 3 della stessa bozza – tra “capoluogo di provincia, unioni di comuni nonché i comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d’arte”.
Lo stesso documento, che dovrà passare al vaglio dei successivi organi istituzionali, prevede altresì l’anticipazione di un anno dell’entrata in vigore di tutti i principali termini del federalismo comunale. Oltre a quanto già affermato pochi giorni fa in materia di Imu, nel 2013 è previsto altresì l’avvio dell’Imu secondaria, che accorperà Tosap, Cosap e qualche altra voce fiscale. Prevista ancora l’attribuzione ai sindaci della compartecipazione del 30% dei proventi derivanti dai trasferimenti immobiliari, l’arrivo dell’atteso fondo perequativo definitivo.
Unico SC: ancora sedici giorni per il versamento di Ires e Irap
L’Ires e l’Irap vanno versate solitamente a titolo di acconto tramite un’opportuna dichiarazione dei redditi, vale a dire quella del modello Unico SC (Società di Capitali): ebbene, c’è tempo fino al prossimo 16 novembre per il versamento delle due imposte in questione a titolo di saldo, oppure, in alternativa, come primo acconto. Appare scontato precisare che questo pagamento dovrà avvenire nel caso in cui le condizioni di base siano ricorrenti. A chi viene richiesto questo specifico adempimento fiscale e il rispetto della relativa scadenza? Ovviamente, si tratta dei soggetti Ires (Imposta sul Reddito delle Società), vale a dire le società di capitali e gli enti commerciali che sono presenti nel nostro paese. In aggiunta, devono ricorrere altri requisiti fondamentali.
Condono fiscale per le rinnovabili: favorevoli o contrari?

Accennata e poi ritrattata, auspicata e poi diniegata. La vita del condono fiscale per le rinnovabili non è stata (o non sarà) molto semplice. A partorire l’idea era stato infatti il ministro delle Politiche Agricole Saverio Romani, che aveva ipotizzato l’introduzione di un “condono soft” per le irregolarità fiscali legale alla realizzazione e all’installazione di impianti di produzione di energia elettrica pulita.
Stando a quanto si è avuto modo di leggere a mezzo stampa, la proposta di Romani prevedeva un condono fiscale con sanatoria amministrativa e penale, con copertura e cancellazione di quegli illeciti che fossero relativi non solamente all’ambito amministrativo, quanto anche in relazione ai reati edilizi a causa della violazione delle normative paesaggistiche e ambientali.
Società cooperative: le principali agevolazioni tributarie
Le società cooperative dotate di mutualità prevalente sono regolate da due articoli del nostro codice civile, il 2512 e il 2513: ma quali sono le principali agevolazioni fiscali che sono previste per loro? Anzitutto, bisogna capire esattamente di cosa si sta parlando. La mutualità prevalente, infatti, sussiste quando il costo del lavoro apportato dai soci è superiore al 50% del costo totale; in quest’ultimo, poi, vanno ricompresi contratti atipici diversi dal lavoro subordinato, come ad esempio le forme di lavoro autonomo o di collaborazione. Se si ha, invece, a che fare con i cosiddetti contratti di appalto, allora la mutualità prevalente ricomprende quanto pagato per le opere poste in essere da imprese terze. Tornando a parlare dei benefici tributari più importanti da questo punto di vista, a tali società è riservata l’esclusione dal reddito imponibile di una parte dell’utile netto che ogni anno viene destinato a riserva indivisibile, come precisato due giorni fa dall’Agenzia delle Entrate.
Fisco, contattare Equitalia diventerà più facile?
Equitalia ha predisposto tre nuovi numeri verdi che potranno essere contattati per ottenere assistenza in materia fiscale. I numeri verdi vanno così ad affiancarsi agli altri canali già attivi per poter usufruire delle informazioni dell’agenzia di riscossione, e principalmente rappresentati dal sito internet della compagnia (nella sezione online “Scrivi all’assistenza contribuenti”), e dalla rete di oltre 350 agenzie presenti su tutto il territorio nazionale.
I tre numeri verdi serviranno altrettante macro aree territoriali. Per quanto concerne le Regioni del Nord, Equitalia sarà contattabile con il numero verde gratuito da telefono fisso 800.927.940, mentre da telefono cellulare o dall’estero il numero sarà 06.72.27.70.17 (tariffazione secondo il piano dell’operatore di riferimento).
Ici e Iscop, online le istruzioni per la trasmissione telematica
Sono ormai due giorni che il sito internet del nostro Tesoro ha reso note le principali istruzioni relative a uno dei più importanti adempimenti fiscali locali del nostro paese: si tratta, infatti, delle linee guida da inserire per la comunicazione in formato elettronico del secondo flusso dei dati Ici e Iscop. L’Imposta Comunale sugli Immobili è praticamente nota a tutti. La sigla Iscop, invece, sta ad identificare l’Imposta di Scopo, un tributo introdotto con la Finanziaria del 2007 per la copertura delle spese per la realizzazione di opere pubbliche: essa, in pratica, va a colpire i proprietari di fabbricati, terreni e aree per la costruzione. Ebbene, come previsto ormai da quasi tre anni, la riscossione delle due imposte spetta a tre distinti soggetti, vale a dire i Comuni del nostro paese, ma anche gli agenti della riscossione e Poste Italiane in qualità di società per azioni.
Tassa rifiuti, scopriamo la nuova service tax
A partire dal 2013, con l’abbandono delle “vecchie” Tarsu e Tia, il regime fiscale italiano si arricchirà della nuova Res, il tributo rifiuti e servizi che i Comuni Italiani applicheranno in misura differenziata, in virtù della nuova normativa riconducibile all’interno del federalismo fiscale. L’introduzione è contenuta all’interno del primo decreto correttivo della riforma, approvato lunedì scorso dal Consiglio dei Ministri, e ora in dirittura d’arrivo verso la Conferenza unificata e, in conclusione, verso la bicamerale.
Ma in cosa consiste il nuovo tributo? Ciò che è noto è che la nuova service tax (così è chiamato il nuovo balzello) potrà avere un’aliquota massima pari al 2 per mille, e servirà a compensare la perdita di gettito che i Comuni soffriranno nel corso dei prossimi anni. Principalmente, il pregiudizio per i sindaci dovrebbe arrivare dalla sostituzione dell’Ici con l’Imu, nel 2013 anziché nel 2014, come precedentemente previsto, con un’aliquota ridotta rispetto a quanto prima stabilito (al 6,6 per mille contro il 7,6 per mille).