Farmacie: aliquota Iva minima per i diabetici registrati

La risoluzione 90/E pubblicata ieri dalla nostra amministrazione finanziaria ha chiarito alcuni aspetti relativi all’Imposta sul Valore Aggiunto e alle farmacie: in effetti, in base a quanto si legge da questo documento, l’imposta può essere scontata fino al 4% per quel che concerne quelle fatture che vengono appunto rilasciate dalle farmacie convenzionate e nei riguardi di asl specifiche. Per la precisione, poi, quello che viene prescritto dal punto di vista medico si deve riferire a dei pazienti registrati, come ad esempio quei soggetti che soffrono di diabete e che hanno bisogno di dispositivi gratuiti per la loro menomazione (in questo caso esiste infatti il Registro Regionale Diabetici). La stessa risoluzione ritiene che questo comportamento sia del tutto giusto e idoneo, ricordando, tra l’altro, che esso è valido per tutte quelle cessioni con prescrizione medica che permettono di controllare e monitorare la patologia in questione.

Nuova aliquota IVA: quando gli aumenti?

Come noto, tra i provvedimenti predisposti all’interno della manovra correttiva di agosto vi è anche l’inasprimento dell’aliquota IVA ordinaria di un punto percentuale: in altri termini, l’aliquota massima attualmente pari a 20%, subirà un innalzamento al 21%, con effetti conseguenti sui prezzi finali di vendita dei beni di consumo prevalente.

L’aliquota del 20% (tra breve, 21%), viene infatti imposta sulle prestazioni o sulle cessioni di beni e di servizi come aliquota standard. Pertanto, l’incremento riguarderà tutti i prezzi di mercato, a meno che i beni  e i servizi di riferimento non siano regolati da una norma speciale che ne preveda l’applicazione di un’aliquota ridotta, pari al 4% o al 10%, che contrariamente all’aliquota ordinaria non subiranno ancora alcun rincaro.

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Liti fiscali, tutte le istruzioni per il modello F24

Il contenzioso con il fisco è una realtà piuttosto frequente nel nostro paese ed è per questo motivo che l’Agenzia delle Entrate ha predisposto in maniera accurata questo adempimento in relazione al modello F24: in effetti, il pagamento di tutte quelle somme di denaro che si riferiscono a tali liti dovrà avvenire entro e non oltre il 30 novembre prossimo, mentre per la relativa richiesta ci sono ancora sette mesi di tempo, visto che la scadenza in questione è stata fissata al 2 aprile del 2012. In questo modo, tutte le liti fiscali possono essere portate a compimento in maniera rapida ed efficace, con un’unica soluzione di pagamento. In pratica, la novità si è resa necessaria dopo l’approvazione di questa estate della manovra economica (per la precisione si tratta del Decreto 98 del 2011) che la prevede espressamente.

Scadenze fiscali, domani la terza rata di acconto sulla cedolare secca

Domani, 16 settembre, è un appuntamento molto importante per le scadenze fiscali che riguardano i proprietari di case. Coloro che infatti sono proprietari di un immobile ad uso abitativo, e hanno scelto a suo tempo di passare al regime fiscale della cedolare secca, dovranno infatti tenere bene a mente il pagamento che dovrà essere effettuato con decorrenza massima nella data sopra ricordata.

Il 16 settembre è infatti il termine ultimo per poter versare la terza rata di acconto, maggiorata di una quota interessi pari a 4 punti percentuali annui, e un maggiorazione ulteriore pari a 0,40 punti percentuali per gli importi che sono soggetti a rateizzazione.

Ravvedimento lungo e bollo auto, ecco la scadenza del 30 settembre

Il 30 settembre scade il ravvedimento lungo: come noto, si tratta della possibilità, concessa dalle Agenzie delle Entrate, di poter regolarizzare le imposte non pagate, o pagate solo parzialmente, relative all’anno 2010. Contrariamente a quanto avviene di solito, la finestra per il ravvedimento questo mese è stata duplicata, e pertanto, il ravvedimento lungo del 30 settembre, è da applicarsi ai soli cittadini che presentano la dichiarazione per le vie telematiche.

L’altro ravvedimento ha invece una scadenza più ravvicinata: è infatti mercoledì 21 il termine ultimo per poter procedere alla regolarizzazione totale o parziale dei versamenti di imposte e di contributi che avrebbero dovuto esser stati effettuati regolarmente entro la data del 22 agosto. In caso di dimenticanza, è bene tendere a mente queste date, al fine di provvedere alla regolarizzazione in tempi celeri, ed evitare in tal modo aggravi ed oneri evidentemente più pesanti.

Riscatto polizze vita, ancora un giorno per la scadenza

Manca appena un giorno alla scadenza fiscale che riguarda da vicino il riscatto delle polizze vita: questo termine temporale assume, inoltre, una particolare rilevanza, dato che l’adempimento deve essere effettuato in maniera tempestiva, anche se non cade in giorno festivo. Non sono pochi i contribuenti italiani che si affidano appunto a tale riscatto. Si tratta, in pratica, del recesso dal contratto assicurativo in questione, una possibilità introdotta da qualche anno in relazione a quelle polizze che durano ovviamente più di un anno. La chiusura anticipata è quindi possibile, ma comunque il primo anno di premio va in ogni caso versato. Conviene davvero comportarsi in questa maniera? Il rendimento che viene proposto è progressivamente calato e nemmeno il risparmio fiscale può dirsi davvero sostanzioso.

F24: istituito il codice tributo per il bonus ricerca

Se n’era parlato qualche tempo fa, tutto è pronto per il credito d’imposta destinato a quelle imprese che finanziano le ricerche universitarie e gli enti pubblici che sono attivi in questo campo: come è noto, tale disposizione è stata prevista in maniera espressa da un recente testo normativo, il Decreto legge 70 del 2011 (“Prime disposizioni urgenti per l’economia”), il quale ha introdotto la novità con un apposito comma. Poi, pochissimi giorni fa è stata la nostra amministrazione finanziaria a rendere note quelle che sono le disposizioni applicative in questo caso. Ora si completa in maniera perfetta l’intero quadro, con un codice tributo che dovrà essere utilizzato da tutti quei contribuenti che andranno a compilare il modello F24.

Scadenze fiscali, ecco quelle di settembre

Il mese di settembre è periodo tradizionalmente molto intenso per le scadenze fiscali. Il calendario prevede infatti numerosi appuntamenti, concentrati fin dalla giornata di domani, 15 settembre. Tale data è infatti la scadenza IVA relativa alla registrazione di tutte le operazioni effettuate ad agosto dai commercianti al minuto e dagli operatori della grande distribuzione, per quelle operazioni per le quali è stata rilasciato scontrino o ricevuta fiscale.

Il giorno successivo, il 16 settembre, è invece il giorno ultimo per pagare la settima rata dell’Imposta sul valore aggiunto, con una maggiorazione di 0,33 punti percentuali mensili. Per pagare la settima rata dell’Iva è ovviamente possibile utilizzare, come sempre, il modello F24 telematico.

Spesometro: probabile rinvio della scadenza di ottobre

Il mese di aprile del prossimo anno potrebbe rappresentare la nuova scadenza del cosiddetto spesometro: si tratta, a conti fatti, di un vero e proprio rinvio, visto che il termine naturale era stato fissato a ottobre, ma vi saranno con tutta probabilità altri sei mesi per provvedere alla comunicazioni delle operazioni di ammontare superiore ai 25mila euro, ovviamente quelle poste in essere nel corso del 2010. L’indiscrezione è stata rivelata dal Sole 24 Ore, ma cerchiamo di capire i motivi di una scelta simile. Tutto è nato dalle critiche e dagli allarmi lanciati da Assosoftware; l’associazione aveva alzato la voce a giugno, spiegando come la procedura presentasse fin troppi punti critici, tanto che la completa automatizzazione potrebbe diventare un serio rischio per tutte le imprese coinvolte.

Ristrutturazioni edilizie: le novità sulle detrazioni residue

Che cosa succede nel caso di una cessione immobiliare e di una detrazione fiscale ancora da sfruttare per quel che riguarda una ristrutturazione? Questa casistica viene contemplata dalla recente manovra di Ferragosto: nello specifico, la residua detrazione dell’Irpef potrà seguire due percorsi, l’utilizzo da parte del venditore stesso o il trasferimento all’acquirente. L’articolo in questione del testo è andato dunque a rimodellare gli interventi di recupero edilizio che finora erano vigenti nel nostro paese. Un’altra legge a cui fare riferimento è ovviamente la 449 del 1997, quella che ha introdotto appunto la detrazione tributaria per le spese di ristrutturazione; finora ci si è sempre comportati in una certa maniera, vale a dire rispettando un limite di spesa (77.468 euro) e sfruttando la soluzione della rate annuali fino a un massimo di dieci.

Dogane: le novità relative ai beni in deposito

La giornata odierna sarà fondamentale e innovativa per quel che concerne i principali adempimenti doganali: in particolare, da oggi entreranno in vigore le modifiche relative ai beni in deposito, con delle garanzie nuove di zecca che occorre conoscere nel dettaglio. Come ha precisato la stessa Agenzia delle Dogane di recente, bisogna prestare la massima attenzione alla disciplina del deposito Iva che è intervenuta in maniera prepotente, rendendo ufficiali le nuove procedure e provvedendo a formalizzare le disposizioni. Il riferimento non può che andare al cosiddetto Decreto Sviluppo (per la precisione si tratta del Decreto Legge 70 del 2011), il quale ha trasformato di fatto le leggi in vigore fino a questo momento in materia: il deposito Iva viene disciplinato infatti dalla Legge 427 del 1993, sia per quel che concerne i beni nazionali che quelli comunitari, in particolare quelli che non devono essere venduti al minuto.

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Contribuenti minimi: la rivoluzione del Decreto 98/2011

Il termine “rivoluzione” può essere considerato forse troppo forte e più adatto a un accadimento storico, ma in questo caso sembra il più appropriato: in effetti, non si può parlare d’altro in riferimento ai contribuenti minimi e alle modifiche che ha subito il loro regime. Nel dettaglio, le varie agevolazioni sono state profondamente trasformate dal dettato di una legge, il Decreto 98 del 2011, la manovra correttiva che è stata approvata lo scorso mese di luglio. La novità più evidente riguarda l’aumento di questi contribuenti, visto che non vi saranno più due bensì tre categorie specifiche. Cerchiamo di capire, dunque, la situazione precedente e quella che si sta prospettando ora.

Fatturazione Iva: l’importanza delle date di consegna

L’Imposta sul Valore Aggiunto e le relative fatture sono un tema di attualità molto stringente: l’aumento dell’aliquota fiscale stabilito dalla manovra finanziaria, oltre alla caccia a quegli evasori fiscali che non rilasciano scontrini e ricevute impongono delle precisazioni proprio da questo punto di vista. Le fatture che vengono rilasciate in questi giorni e che presentano un’Iva al 20% non hanno bisogno di una nuova emissione. In effetti, la nuova aliquota del 21% non è ancora entrata realmente in vigore e fino a quel momento la merce che viene consegnata beneficia dell’imposizione tributaria normale. Bisogna prestare comunque la massima attenzione e comportarsi in maniera adeguata. Ad esempio, come prevede espressamente il Dpr 633 del 1972 (il cosiddetto “Decreto Iva”), nell’ipotesi di una fattura emessa in maniera anticipata rispetto alla consegna del bene, allora l’operazione in questione viene considerata come posta in essere alla data della fattura.

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F24: istruzioni per il credito d’imposta sulla ricerca

I crediti d’imposta relativi al finanziamento di progetti di ricerca beneficiano finalmente di istruzioni e modalità operative ben dettagliate: queste ultime sono state infatti destinate a quelle aziende e a quelle imprese che hanno scelto di sfruttare questo meccanismo fiscale, previsto espressamente dal Decreto Legge 70 del 2011 (il cosiddetto “Decreto Sviluppo”). Che cosa viene previsto nello specifico? I finanziamenti in questione serviranno a fornire il supporto economico necessario per porre in essere ricerche scientifiche e non insieme alle università e agli enti pubblici che sono attivi in questo settore. Il credito, per l’appunto, può essere ottenuto attraverso una apposita compensazione nel modello F24, le cui modalità sono descritte per filo e per segno in un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate.