L’appuntamento con il tanto discusso spesometro è sempre più vicino: aziende, professionisti e lavoratori autonomi dovranno essere pronti alla data del prossimo 30 aprile, quando saranno chiamati a comunicare alla nostra amministrazione finanziaria tutti gli acquisti, le cessioni e i servizi di importo superiore a tremila euro (l’Imposta sul Valore Aggiunto non deve essere inclusa), con tanto di fattura fiscale obbligatoria. Ovviamente, non bisogna dimenticare che il periodo a cui fanno riferimento tutte queste operazioni è rappresentato dallo scorso anno. Nel caso in cui, al contrario, la fattura non sia obbligatoria, allora è necessario rispettare un altro limite quantitativo, vale a dire 3.600 euro al lordo dell’Iva. C’è un altro termine temporale, poi, per quel che concerne lo stesso spesometro.
Nuove regole compensazioni libere IVA
I commi 18 e 19 dell’art. 8 del d.l. 16/2012 apportano alcune importanti modifiche alle disposizioni precedentemente introdotte con l’art. 10 del d.l. 78/2009, che riguradava i vincoli per il controllo preventivo delle compensazioni dei crediti IVA. In particolare, i commi riducono da quota 10 mila euro a quota 5 mila euro per anno solare, l’importo oltre il quale la compensazione del credito è effettuabile solamente dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione, o di istanza dalla quale emerge lo stesso credito, con trasmissione del modello F24 online.
A rimanere indenne dalla nuova disciplina sono invece i limiti di 15 mila euro oltre i quali la compensazione è necessariamente subordinata all’apposizione, sulla dichiarazione annuale, del visto di conformità, oppure della sottoscrizione anche da parte dei componenti dell’organo di controllo contabile.
Due terzi delle imprese italiane in ritardo con l’F24
Le aziende italiane non sembrano avere un buon rapporto con i pagamenti fiscali che devono essere effettuati con il modello F24: secondo quanto accertato dall’ultima indagine di Unimpresa, infatti, ben due terzi di esse risulta essere in costante ritardo da questo punto di vista, come è emerso in maniera chiara e inequivocabile dai dati raccolti in occasione dell’ultima scadenza fiscale prevista per tali versamenti. L’associazione ha messo in luce come il 76,5% delle piccole e medie imprese, ma anche quelle “micro”, si è reso protagonista di un mancato rispetto dei termini di legge per quel che concerne il pagamento delle tasse e dei contributi previdenziali. Il trend era stato notato da qualche tempo a questa parte, anzi sta addirittura peggiorando e non si può certo dire che si tratti di una stima incoraggiante.
Rischi commercialista nell’evasione IVA
Il commercialista che supporta il proprio cliente nel tentativo di evadere l’imposta sul valore aggiunto, può essere condannato come concorrente, e può pertanto subire il sequestro dei propri beni. A dirlo è una recente sentenza della Corte di cassazione, che con la pronuncia n. 13982 del 12 aprile 2012, ha confermato il sequestro per equivalente a carico di un commercialista che avevan annotato nella contabilità di un proprio cliente fatture relative a operazioni inesistenti, partecipando a una più vastsa operazione di frode fiscale.
Il commercialista si era difeso sostenendo che le somme bloccate dalle autorità nell’operazione di sequestro non erano pertinenti al reato commesso dal cliente, per il quale era stato indagato come concorrente. Una tesi difensiva, quella del commercialista, che non ha tuttavia convinto i giudici della Suprema Corte, che hanno di fatti dato il via a una pronuncia che sta già facendo discutere.
Comunicazioni all’Anagrafe Tributaria: la scadenza del 30 aprile
La fine di questo mese di aprile andrà a coincidere perfettamente con la scadenza relativa a un adempimento fiscale: c’è infatti tempo fino al prossimo 30 aprile per inviare attraverso la modalità elettronica le comunicazioni da parte di alcuni soggetti ben precisi, sfruttando i due servizi che sono stati predisposti da tempo dalla nostra amministrazione finanziaria, vale a dire Fisconline ed Entratel, molto utili anche in altri casi. Ma a chi si riferisce questo termine temporale ormai così vicino? Le ipotesi previste sono davvero moltissime, ma se ne può fare una selezione per capire meglio l’adempimento. Il primo esempio è quello delle imprese che sono solite versare gli interessi o attribuire il pagamento degli stessi alle persone fisiche che risiedono in uno Stato membro (si tratta di informazioni molto preziose per quel concerne proprio gli interessi pagati).
Tassa di soggiorno 2012
A quanto ammonta la tassa di soggiorno 2012 imposta dai principali Comuni italiani per le visite turistiche? A dircelo è una recentissima analisi condotta dalla Uil in occasione delle recenti vacanze di Pasqua, con rilevazione per tipologia di struttura ricettive nelle più importanti località di mare e d’arte.
Procediamo con ordine dalle seconde: tra le principali città culturali italiane, Roma ha scelto di applicare una tassa soggiorno (intendendo per tale il costo dell’imposta di soggiorno per una notte, a persona) pari a 2 euro per alberghi a 2 e 3 stelle, e a 3 euro per alberghi a 5 stelle. Il costo è di 2 euro per agriturismi e bed & breakfast, e di un solo euro per i campeggi. Similare il comportamento di Firenze, con un costo pari a 2 euro per alberghi a 2 stelle, 3 euro per alberghi a 3 stelle e 5 euro per alberghi a 5 stelle. Più cari gli agriturismi (3 euro) rispetto ai bed and breakfast (2 euro) e ai campeggi (1 euro).
F24: i codici tributo per la mediazione tributaria
La risoluzione 37/E che la nostra amministrazione finanziaria ha provveduto a pubblicare ieri sarà un punto di riferimento fondamentale per quel che riguarda la mediazione tributaria e il suo perfezionamento nei minimi dettagli: in effetti, l’Agenzia delle Entrate ha istituito una serie di codici tributo che dovranno essere sfruttati e utilizzati con la massima attenzione in questo senso, visto che si sta parlando del nuovo istituto del contenzioso fiscale che riguarda tutte quelle controversie il cui valore non supera i ventimila euro. In pratica, l’intera mediazione viene realizzata pagando quanto dovuto entro il termine di venti giorni dalla sottoscrizione vera e propria. Questa somma di denaro, inoltre, può beneficiare di un versamento per intero oppure attraverso la modalità rateale (fino a otto rate trimestrali per la precisione).
Le istruzioni dell’Inps sulla indennità per la disoccupazione non agricola
Circa due giorni fa l’Inps si è occupata con una apposita circolare delle nuove modalità per presentare le domande di indennità di disoccupazione ordinaria non agricola con i requisiti ridotti: volendo essere ancora più precisi, c’è da dire che si è fatto esplicito riferimento all’uso del canale telematico, sempre più frequente in questi casi. Tutto si basa sul Decreto legge 78 del 2010, il quale ha previsto proprio che fossero potenziati i servizi elettronici in ambito previdenziale. In effetti, dallo scorso 1° aprile questa presentazione della domanda relativa alla disoccupazione ordinaria che non si riferisce al settore primario deve essere effettuata soltanto mediante la modalità telematica, sfruttando in particolare alcuni canali, quali internet (Pin fornito dall’Inps stesso), i patronati e gli intermediari dell’ente romano, ma anche il contact center multicanale (esiste a tal proposito un apposito numero verde che può essere comodamente sfruttato).
Termini prescrizione anatocismo bancario
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 78, depositata il 5 aprile 2012, ha dato una grossa mano alle associazioni degli utenti dei servizi finanziari che nel corso degli ultimi mesi sono impegnate nelle cause sull’anatocismo bancario, il meccanismo di conteggio degli interessi sugli scoperti di conto corrente, che calcola il costo dello stesso sulla base (anche) degli interessi già maturati, e già addebitati sul rapporto bancario.
Con la nuova pronuncia, la Corte costituzionale va a modificare l’interpretazione sul termine di prescrizione dell’anatocismo bancario, allungando in maniera significativa i termini per poter presentare un ricorso su tale pratica bancaria. Ma cerchiamo di comprendere, con maggior ordine, quale era la situazione precedente, e quale è, invece, lo scenario attuale.
Esenzione fiscale per borse di studio e di ricerca
Le borse di studio e di ricerca rimarranno sottratte dall’imposizione fiscale. Ad esprimere tale importante rassicurazione è stato il ministro dell’Università, dell’Istruzione e della Ricerca Francesco Profumo, a margine del recente incontro “Gli scienziati italiani nel mondo e la crescita del Paese”, tenutosi alla Farnesina.
La rassicurazione si era resa pressochè necessaria dopo che nella giornata del 16 aprile la commissione finanze della camera aveva approvato un emendamento al dl Fiscale, ripristinando di fatto l’esenzione da qualsiasi detrazione fiscale, in riferimento a tutte le retribuzioni percepite come borse di studio e per la ricerca.
Imu in due o tre rate
L’IMU in tre rate non sarà una via obbligatoria, ma sarà una strada rimessa alla libera valutazione del contribuente. È quanto emerge dall’emendamento al decreto fiscale approvato dalla commissione Finanze della Camera, che pertanto apre un bivio in capo ai proprietari immobiliari italiani, a beneficio di una maggiore autonomia gestionale delle proprie uscite tributarie, e a incremento della confusione che regna sulla disciplina tributaria in materia di IMU.
Ricordiamo pertanto che il pagamento dell’imposta municipale unica, che ha sostituito l’imposta comunale sugli immobili, si pagherà con un acconto entro la giornata del 18 giugno (la scadenza era fissata nel 16 giugno, che tuttavia è di sabato). L’acconto sarà quindi pari a un terzo se il contribuente sceglierà di pagare l’imposta in tre tranche, o a un mezzo se invece lo stesso sceglierà di pagare l’imposta in sole due tranche.
Delega fiscale approvata dal Consiglio dei Ministri
Come era ampiamente atteso, il Consiglio dei Ministri ha approvato il ddl delega per la riforma fiscale, che finalmente sostituirà la vecchia delega a firma dell’ex ministro Tremonti, da troppo tempo ferma sui banchi del Parlamento. Numerose le novità che sono contemplate in tale provvedimento, e che possono ben essere in grado di costituire una sorpresa evidente rispetto alle precedenti aspettative.
In particolar modo, sembra esser tramontata l’idea di adottare il fondo taglia tasse nella sua versione originariamente ipotizzata (un fondo nel quale far confluire i proventi derivanti dalla lotta all’evasione, con possibili di utilizzare tali stanziamenti per futuri sgravi fiscali). Niente di fatto anche per quanto concerne il taglio delle aliquote Irpef, e la soppressione graduale dell’imposta regionale sulle attività produttive. Probabile infine la stabilizzazione del cinque per mille.
Ammortizzatori sociali precari 2013
Dal 2013 gli ammortizzatori sociali per i co.co.co. cambieranno radicalmente, imponendo requisiti meno stringenti. Dal prossimo anno, infatti, tra le tante novità che riguarderanno tali lavoratori precarsi, si potrà annoverare la sparizione della condizione della risoluzione del rapporto per fine lavoro, né il precedente limite di reddito, per poter disporre dell’atteso assegno. Ma andiamo con ordine.
Le condizioni da verificare per poter disporre del nuovo assegno sono relative alla presenza, nell’anno precedente, di un rapporto di regime in monocommittenza, un reddito lordo fino a 20 mila euro (rivalutabili), un periodo di disoccupazione ininterrotta da almeno due mesi, l’accredito di almeno quattro mensilità alla gestione separata Inps. Nell’anno di riferimento dell’assegno, invece, dovrà essere dimostrato l’accredito di almeno una mensilità alla gestione separata Inps.
Pagare le tasse è giusto – parla Brunetta
L’ex ministro Renato Brunetta (Pdl) è tornato a parlare della questione fiscale tanto cara ai contribuenti italiani, oramai abituati a sopportare una pressione fiscale che ha pochi eguali in Europa, e che si accinge a subire ulteriori impennate nel corso dei prossimi trimestri, quando l’introduzione di ulteriori incrementi dovrebbe peggiorare la posizione di consumatori e aziende nei confronti del Fisco.
“Pagare le tasse è un obbligo che grava su tutti i cittadini” – ha dichiarato in proposito Brunetta – “Non è lecito sottrarsi e se si viene scoperti si viene puniti. Come è giusto che sia”. Tutto bene quindi? Non proprio, perchè l’ex ministro non sembra gradire alcuni atteggiamenti che si starebbero manifestando tra i vertici amministrativi italiani, e che rischierebbero di generare nuove tensioni.