Manovra salva Italia, la tassa sui capitali scudati

La manovra salva Italia ha introdotto un prelievo fiscale extra, una tantum, sui capitali oggetto di scudo fiscale. Si tratta di un prelevamento che verrà effettuato, in altri termini, su quei capitali “scudati”, cioè sugli importi che sono stati fatti tornare all’interno dei confini (e dell’ordinamento) italiani, in occasione delle tre procedure di condono dello scorso decennio, varate in più riprese dal governo Berlusconi e dal ministro Tremonti.

Il prelievo si concretizza in un’aliquota pari all’1,5% sul capitale scudato: una misura che dovrebbe permettere allo Stato di poter rimpinguare le proprie casse, andando a coprire parzialmente il gap che la separa dalla tanto desiderata stabilità dei conti pubblici, e dal raggiungimento del pareggio di bilancio, che si auspica possa essere raggiunto entro la fine dell’esercizio 2013, novità permettendo.

Le novità sulle imposte differite attive

Le imposte anticipate che sono iscritte in bilancio, i cosiddetti “deferred tax assets”, sono riconosciuti dalla nostra disciplina come dei crediti d’imposta veri e propri: ebbene, in base a quanto stabilito dall’ultima manovra finanziaria (per la precisione dall’articolo 9), nel futuro più immediato vi saranno delle modifiche e delle integrazioni importanti, in primis l’ampliamento delle regole in questione anche alle perdite che di solito vengono riportate in bilancio. Le previsioni sono piuttosto chiare: la quota di attività di queste imposte che fa riferimento alle perdite e che dipende da una deduzione dei componenti negativi di reddito si trasforma anch’essa in un credito d’imposta. Questa disciplina nuova di zecca, inoltre, deve essere applicata anche a quei bilanci che prevedono la liquidazione di tipo volontario e a quelli delle società che sono soggette a procedure concorsuali o di gestione della crisi (amministrazione straordinaria e liquidazione coatta amministrativa di istituti di credito e di società).

Manovra salva Italia, cosa cambia con l’introduzione dell’IMU

Tra i principali punti del decreto legge che dovrebbe consentire all’esecutivo di porre in essere i più importanti provvedimenti per stabilizzare nel tempo i conti pubblici, figura anche il ritorno dell’ICI sulla prima casa, sotto forma di anticipo dell’applicazione dell’IMU, che incorporerà (oltre alla vecchia imposta comunale sugli immobili, peraltro modificata sui valori catastali e sulle aliquote) anche una quota Irpef.

L’IMU (imposta municipale unica) dovrebbe comportare un significativo rialzo delle imposte di proprietà o di godimento di diritti reali sugli immobili. Le motivazioni alla base di questa considerazione sono principalmente tre, e andremo ora ad analizzarle più nel dettaglio, pur con brevità.

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L’Imu sarà applicata anche agli immobili rurali

L’Imposta Municipale Unica, la nuova versione dell’Ici prevista dal Decreto Monti, andrà a colpire anche gli immobili di tipo rurale: l’applicazione sarà resa concreta a partire dal prossimo anno, quando, oltre ai fabbricati e alle abitazioni ad uso residenziale, saranno contemplati anche gli immobili che fanno capo al settore primario. Fino a questo momento, infatti, i fabbricati rurali avevano beneficiato della totale assenza di qualsiasi tipo di tassazione, scelta motivata dal fatto che il reddito in questione faceva parte integrante della tariffa di reddito dominicale. L’Imu, invece, entrerà in vigore il 1° gennaio prossimo, quindi tra meno di tre settimane.

Scadenza ICI, l’appuntamento del 16 dicembre

Il 16 dicembre scadono termini molto importanti per i proprietari immobiliari tenuti al pagamento dell’imposta comunale sugli immobili. Secondo quanto stabilito dal d.lgs. 30 dicembre 1992, 504, tale giornata è infatti il termine ultimo per poter procedere al pagamento – senza ritardi – della seconda rata a saldo dell’Ici da parte di tutti i proprietari di unità immobiliari, o titolari di diritti reali di godimento sui medesimi.

Il versamento portà essere effettuato in tre modalità: attraverso bollettino in conto corrente postale, intestato al concessionario incaricato presso le agenzie postali o presso l’agente per la riscossione, o ancora presso le banche convenzionate; attraverso bollettino in conto corrente postale intestato alla tesoreria del Comune, o direttamente presso un conto specifico del Comune di competenza territoriale; attraverso il modello F24.

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La deduzione Irap per giovani e donne lavoratrici

Il governo Monti lo aveva fatto intendere sin da subito, le donne e i soggetti di più giovane età (nello specifico quelli al di sotto dei trentacinque anni) saranno maggiormente tutelati a livello lavorativo: questa misura può ora essere inquadrata meglio con la norma che prevede un vero e proprio sgravio dal punto di vista fiscale per quel che concerne il periodo d’imposta che è attualmente in corso e che terminerà il 31 dicembre del prossimo anno. Volendo essere ancora più precisi, poi, c’è da sottolineare come tale sconto fiscale andrà a riguardare un imposta ben precisa, l’Irap (Imposta Regionale sulle Attività Produttive). Che cosa è stato deciso quindi? Il tributo beneficerà di una maggiore deduzione quando le aziende e le imprese andranno ad assumere i soggetti in questione con dei contratti a tempo indeterminato.

Scadenze fiscali, il pagamento dei contributi previdenziali per dicembre

Il 16 dicembre è giornata di scadenza per il versamento dei contributi previdenziali INPS, e per la gestione separata dell’Istituto. Partiamo proprio con quest’ultima, ricordando come la giornata del 16 c.m. sia proprio il termine ultimo per poter effettuare un corretto versamento – da parte dei datori di lavoro o dei loro committenti – della contribuzione dovuta alla Gestione separata Inps per quanto concerne i lavoratori autonomi, in relazione ai compensi corrisposti a questi nel corso del mese di novembre.

Rientrano in questo ambito i compensi erogati per rapporti di collaborazione a progetto, le prestazioni degli incaricati alle vendite a domicilio (ammesso che il reddito annuo sia superiore ai 5 mila euro), gli esercenti attività di lavoro autonomo occasionale (anche in questo caso, il reddito annuo deve essere superiore alla soglia già ricordata, pari a 5 mila euro).

Inps: le retribuzioni contrattuali del settore primario

L’Inps ha provveduto a rilevare il quantitativo esatto delle retribuzioni contrattuali relative agli operai del settore primario: il riferimento in questione va quindi a coloro che sono attivi in ambito agricolo, sia con contratti a tempo determinato che quello indeterminato, con una validità dalla data dello scorso 30 ottobre. L’obiettivo di questa procedura è quello di determinare le medie dei salari. In effetti, come accade puntualmente ogni anno, visto che non vi sono stati grandi cambiamenti per quel che concerne la normativa da applicare agli iscritti della gestione coltivatori diretti, coloni e mezzadri, l’ente previdenziale deve ovviamente provvedere a rilevare queste retribuzioni, più precisamente quelle stabilite a livello provinciale. Le indicazioni specifiche sono contenute all’interno di una circolare di nove anni fa.

Scadenze fiscali, il trattamento delle minusvalenze sulle partecipazioni

In questi giorni stiamo riscontrando quanto sia ricca di scadenze la due giorni tra il 15 e il 16 dicembre. Vediamo oggi in che modo queste giornate possano riguardare l’accertamento delle minusvalenze sulle partecipazioni.

Stando a quanto previsto dall’attuale disciplina fiscale, entro il 15 dicembre dovrà aver luogo la comunicazione dei soggetti Ires relativa alle minusvalenze e alle differenze negative, di entità superiore alla soglia dei 50 mila euro, che derivino da operazioni su azioni o su altri titoli negoziati, anche a seguito di più operazioni distinte, sui mercati regolamentati italiani, o su quelli stranieri, da inviare sulla base di quanto previsto dal testo unico delle imposte sui redditi e del provvedimento successivo dell’Agenzia delle Entrate, datato 29 marzo 2007.

Pescatori autonomi: si avvicina la scadenza del 16 dicembre

Mancano appena cinque giorni alla scadenza fiscale di riferimento per i pescatori autonomi: in effetti, il prossimo 16 dicembre rappresenta il termine ultimo che è stato fissato per tali soggetti e la loro contribuzione mensile. Si tratta di una operazione che deve essere condotta esclusivamente attraverso la modalità elettronica, avvalendosi del consueto modello F24 telematico. In alternativa, comunque, è sempre possibile fare affidamento sugli intermediari che sono stati abilitati in questo senso e che hanno anche il permesso di sfruttare l’F24 cumulativo; quest’ultima procedura è stata prevista da diverso tempo ormai, nello specifico dall’articolo 37, comma 49, del Decreto Legge 223 del 2006 (“Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all’evasione fiscale”), il quale parla espressamente di titolari di partita Iva e dei loro obblighi.

Scadenze fiscali, IVA e fatture per il 15 dicembre

Come abbiamo osservato ieri, la scadenza del 15 dicembre è giornata ricca di avvenimenti per tutti i contribuenti italiani. Proseguiamo pertanto nell’analisi dei principali appuntamenti, partendo dalle fatture e dalle autofatture di importo non superiore ai 300 euro. Tali documenti potranno infatti essere annotati in maniera cumulativa (comprensivi anche delle ricevute), purchè relative a operazioni territorialmente rilevanti in Italia.

Per quanto invece concerne le fatture differite, ricordiamo come entro la data del 15 dicembre le imprese che esercitino arti o professioni soggette ad applicazione di imposta sul valore aggiunto, dovranno procedere all’emissione e all’annotazione delle fatture differite nell’apposito registro, purchè ne ricorrano le condizioni e, soprattutto, siano relative a beni consegnati o spediti nel corso del mese precedente.

La scheda carburante è utile anche per i costi dei macchinari edili

La deduzione dei costi per carburante e gasolio da parte di una impresa edile che ha acquisito dei macchinari in cantiere non ha alcuna ragione di esistere nel caso dell’assenza delle schede carburanti in cui annotare tutte le componenti di reddito: lo ha stabilito appena due settimane fa (lo scorso 25 novembre per la precisione) la Corte di Cassazione con un’apposita sentenza, ricordando che questo documento diventa obbligatorio in moltissimi casi, tra cui si possono citare macchinari come i muletti, le pale meccaniche, le ruspe, le betoniere, i carrelli elevatori e i trasportatori, molto diffusi proprio nell’ambito delle costruzioni. In effetti, questi mezzi sono dotati di un motore che è idoneo a fornire al veicolo stesso un movimento del tutto autonomo, un elemento di cui tenere senz’altro conto.

Scadenze fiscali: gli appuntamenti del 15 per agriturismi, associazioni, commercianti

Il 15 dicembre è data ricca di scadenze fiscali. Cominciamo con il ricordare che, per coloro che esercitano attività agrituristiche, scade il termine per l’annotazione nel registro Iva di tutti i corrispettivi relativi a operazioni effettuate nel corso del mese di novembre, in alternativa alla rilevazione analitica giornaliera. L’obbligo ricade su tutte le imprese agrituristiche rilasciano ricevute fiscali.

Nella stessa data, le associazioni sportive dilettantistiche, le associazioni senza scopo di lucro e quelle pro-loco dovranno proceder all’annotazione dell’ammontare dei corrispettivi e di altri proventi conseguiti nell’ambito dell’attività commerciale posta in essere nel mese di novembre. L’annotazione potrà essere effettuata anche con una sola registrazione, nell’apposito documento stabilito dal decreto ministeriale dell’11 febbraio 1997.

Inpdap e Enpals soppressi e incorporati nel nuovo Inps

L’articolo 21 del Decreto 201 del 2011 (la manovra finanziaria appena lanciata dal governo guidato da Mario Monti) è uno dei più importanti dell’intero testo: si fa infatti riferimento alla soppressione di diversi enti ed organismi, un tentativo massiccio di ridurre i costi della politica e di semplificare gran parte della vita amministrativa del nostro paese. L’ambito previdenziale sarà uno di quelli più interessati in tal senso, con l’obiettivo dichiarato di ridimensionare i costi dei vari apparati. In effetti, si sta puntando all’armonizzazione del nostro sistema pensionistico, con l’efficacia che dovrebbe essere garantita anche dalla soppressione di due enti storici come l’Inpdap (Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica) e l’Enpals (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Lavoratori dello Spettacolo).