Avviamo oggi il nostro solito riepilogo delle principali scadenze fiscali del fine mese. Cominciando con i più importanti appuntamenti del 30 gennaio, ricordiamo come in tale data scada il termine per i soggetti interessati che – avendo il periodo di imposta coincidente con l’anno solare, e che hanno presentato gli adempimenti dichiarativi entro la prevista scadenza – devono procedere a modificare la scelta di rimborso del credito di imposta, optando per la conversione del credito in compensazione.
Ancora, i titolari di contratti di locazione e di affitto di beni immobili che non applicano l’imposta sostitutiva “cedolare secca”, devono procedere a eseguire la registrazione dei nuovi contratti di locazione degli immobili stipulati entro i 30 giorni precedenti, e il pagamento dell’imposta di registro dovuta per le annualità di contratti pluriennali relativi ad immobili urbani, oltre alle risoluzioni, alle cessioni e alle proroghe anche tacite, aventi decorrenza dall’inizio del mese in corso, mediante versamento presso banche e poste (o concessionari della riscossione) con utilizzo del modello F23.
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Il bonus da 1.300 euro destinato una tantum ai cosiddetti lavoratori in somministrazione è stato stabilito nel 2009 e conseguentemente erogato entro la fine di quell’anno: i firmatari di questa intesa, però, hanno deciso di riaprire i termini per la presentazione delle domande nel periodo che è compreso tra i prossimi 1° febbraio e 30 marzo, con un particolare riferimento a chi ha svolto tali attività negli ultimi due anni. L’Inps ha comunicato questa riapertura attraverso una apposita circolare. Chi sono i soggetti beneficiari nello specifico? L’indennità in questione è stata pensata appositamente per quei lavoratori in somministrazione che tra il 1° gennaio del 2010 e il 31 dicembre del 2011 potevano dimostrare il possesso di determinati requisiti, fondamentali per la domanda di ammissione al beneficio stesso. I requisiti e le condizioni sono presto detti.
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Doveva essere uno dei provvedimenti in grado di rinvigorire il volume delle entrate, ma si è rivelato un mezzo flop. Secondo quanto sostengono i dati delle Agenzie delle Entrate, infatti, il gettito derivante dalla cedolare secca (l’aliquota sostitutiva di tassazione dei canoni di locazione) è ammontato a 329 milioni di euro: un importo che potrebbe sembrare rilevante, ma che pare addirittura trascurabile rispetto a quanto precedentemente auspicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che prevedeva introiti per 2,6 miliardi di euro.
La cedolare secca, ricordiamo, è in grado di sostituire l’attuale regime fiscale sui canoni di locazione imponendo un’aliquota fissa del 21% sui canoni ordinari e del 19% sui canoni concordati. Un provvedimento che all’epoca della sua introduzione aveva lasciato l’amaro in bocca alle associazioni dei consumatori, che contestavano l’agevolazione nei confronti dei proprietari di casa e le dimenticanze nei confronti degli inquilini.
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Una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Trieste ha messo in evidenza il trattamento fiscale che deve essere riservato a una situazione particolare: in effetti, quando un piccolo imprenditore deve avvalersi di un responsabile tecnico a causa della sua inadeguata certificazione per quel che concerne la normativa sulla sicurezza degli impianti, la collaborazione stessa deve essere coordinata in maniera opportuna. Il rapporto tra i due soggetti non è di tipo occasionale, ma necessario all’esecuzione del lavoro in questione e proprio per questo ragione la conseguente attività va assoggettata all’Irap. Ma chi sono esattamente i piccoli imprenditori? La loro definizione ci viene fornita dall’articolo 2083 del Codice Civile, il quale li identifica come i coltivatori diretti del fondo, ma anche i piccoli commercianti e gli artigiani, senza dimenticare chi si avvale della propria famiglia per il lavoro.
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Due paginette invece che le consuete quaranta: è questo il sogno e l’auspicio espresso da Attilio Befera, direttore generale dell’Agenzia delle Entrate, il quale è intervenuto ieri al convegno Telefisco, l’evento dedicato appunto al mondo fiscale. L’obiettivo è piuttosto ambizioso, si tratta di una semplificazione enorme, ma la stessa amministrazione finanziaria è convinta che possa essere raggiunto in modo agevole, magari andando a “disboscare” le varie detrazioni tributarie, concesse in maniera fin troppo generosa ai contribuenti del nostro paese. La semplificazione delle tasse, comunque, potrebbe diventare realtà grazie all’apposito decreto che il governo Monti ha cominciato ad approntare in questi giorni; si tratta soltanto della bozza iniziale, ma la normativa fiscale e la sua semplificazione potrebbero beneficiare di un provvedimento tagliato su misura.
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Secondo quanto sta emergendo a mezzo stampa, starebbero prendendo rapidamente il via alcuni controlli fiscali “incrociati” volti a scovare quelli che in gergo comune vengono denominati “soggetti grigi”, ovvero coloro che – pur essendo titolari di una posizione regolare da un punto di vista contributivo – risultano mancanti delle correnti dichiarazioni fiscali o degli aggiornamenti nei confronti dell’Agenzia delle Entrate.
Tra i soggetti grigi più abituali vi sono senza dubbio colf e bandanti. Spesso e volentieri tra queste categorie professionali si celano coloro che- per dimenticanza, colpa grave o, peggio, consapevolezza – non hanno presentato alcuna dichiarazione dei redditi, nonostante la regolare assunzione e nonostante il datore di lavoro abbia proceduto a regolare versamento dei contributi previdenziali.
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Il 2012 è un anno caratterizzato da alcune importanti iniziative sul fronte fiscale, in particolar modo concernenti gli aiuti e le agevolazioni di varia natura in favore dei giovani under 35 e delle donne lavoratrici. Dal 1 gennaio scorso sono infatti entrate in vigore alcune disposizioni che premiano queste categorie di contribuenti, sia che decidano di intraprendere nuove attività professionali come liberi professionisti, sia che siano assunte a tempo indeterminato.
Per quanto concerne i giovani under 35, costoro potranno permanere nel regime dei nuovi minimi fino al compimento del 35 anno di età, con applicazione di aliquota sostitutiva del 5% introdotto dal decreto 98/2011. In altri termini, per tali persone la permanenza all’interno del regime agevolativo potrebbe essere addirittura superiore a quella di cinque anni normalmente prevista per le altre categoria di contribuenti. Leggi tutto l’articolo
Un punto e mezzo percentuale: ammonta a tanto il rincaro del versamento in forma dilazionata (si tratta di quattro rate per la precisione) relativo al premio Inail per quel che concerne l’autoliquidazione del biennio 2011-2012: in effetti, come annunciato ufficialmente dallo stesso istituto, il quale si occupa di infortunistica sul lavoro, la nuova quota in questione sarà pari al 3,61%, mentre lo scorso anno bisognava versare 2,10 punti percentuali complessivi. Che cosa vuole significare questo aumento e quali saranno le sue conseguenze principali? Anzitutto, bisogna ricordare che tale premio può essere pagato mediante la forma rateale: nello specifico, si può decidere di effettuare l’operazione suddividendo la somma in quattro rate con cadenza trimestrale, per poi aggiungere il prezzo di un interesse sulle rate che sono successive alla prima.
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