L’Imu una tantum? A nostro parere, una scelta piuttosto improbabile. Eppure c’è chi, tra le fila dei banchi parlamentari, vorrebbe eliminare l’applicazione dell’imposta municipale unica, per lo meno per le prime case, già a partire dal prossimo anno, rendendo in tal modo la nuova imposta patrimoniale una sorta di “una tantum” in grado di caratterizzare negativamente lo scenario tributario di un 2012 particolarmente arduo e complesso.
“Noi dobbiamo in tutti i modi evitare la depressione che è oltre la recessione e che si sta producendo in Italia. Dobbiamo praticare una rigorosa disciplina di bilancio, ma allo stesso tempo dobbiamo consentire la crescita e la sopravvivenza delle famiglie” – ha dichiarato Maurizio Sacconi, Pdl – “La richiesta del Pdl è che l’Imu consista in un prelievo una tantum, solo per un anno. Questo è quello che pensiamo si debba fare”.
“Abbiamo già disponibile un meccanismo” – ha poi aggiunto Sacconi durante una recente intervista rilasciata al giornalista Maurizio Belpietro – “il federalismo fiscale, per poter ottimizzare i costi di una larga parte della spesa pubblica”.
Ad ogni modo, a nostro parere è molto difficile che l’Imu possa essere abbandonata dal governo Monti. L’azzeramento dell’imposta municipale unica, anche per le sole prime case, genererebbe un buco nei conti statali per il quale non si riesce, attualmente, a prevedere idonea compensazione. Lo stesso premier Mario Monti, pochi giorni fa, ha criticato la decisione di abolire l’imposta comunale sugli immobili (ICI), definendola una scelta inidonea.
Più probabile, invece, come peraltro preannunciato da alcuni esponenti del governo tecnico, che si possa giungere a una compensazione parziale degli elementi nocivi attraverso una riduzione o a un azzeramento delle imposte sulle compravendite immobiliari (imposta di registro, imposta catastale, imposta ipotecaria), per lo meno per il già ricordato segmento delle prime case.