La scadenza di riferimento per quel che riguarda le denunce delle retribuzioni di febbraio e per il relativo pagamento dei contributi previdenziali all’Enpaia era prevista inizialmente per oggi: ma le domeniche non possono mai rappresentare un termine temporale in questo ambito, dunque i diretti interessati hanno ancora a disposizione un giorno, quello di domani, per provvedere a queste due operazioni. Di cosa si tratta esattamente? L’Enpaia è l’Ente Nazionale di Previdenza per gli Addetti e per gli Impiegati in Agricoltura. Dunque, i contributi a cui si sta facendo cenno sono quelli degli impiegati attivi nel settore primario, i quali avranno la possibilità di sfruttare il Mav bancario per il versamento; quest’ultimo, inoltre, potrà avvenire in tutta tranquillità presso un qualsiasi sportello della rete stessa.
Modello Eas, c’è tempo fino al 2 aprile per le correzioni
Non rimane poi molto tempo per far fronte alla scadenza del modello Eas (Enti Associativi): il termine temporale in questione è stato infatti fissato per il prossimo 2 aprile, quindi rimangono a disposizione una decina di giorni per segnalare all’Agenzia delle Entrate se sono intervenute o meno delle novità in merito a quanto comunicato nella dichiarazione precedente. Nell’ipotesi di cambiamenti da apportare in tal senso, allora è necessario compilare nuovamente il documento e trasmetterlo nei tempi. C’è comunque da dire che la scadenza originaria di quest’anno era stata prevista per il 31 marzo, ma quest’ultimo cade di sabato e dunque è subentrato uno slittamento di due giorni. La stessa amministrazione finanziaria ha anche messo a disposizione degli opportuni canali telematici per segnalare qualsiasi tipo di variazione, il tutto in maniera gratuita.
Costi del contratto a progetto
Come noto, il contratto a progetto è un contratto di lavoro rappresentato da una collaborazione contributiva per programma, disciplinato in Italia dalla cosiddetta Legge Biagi. Tale contratto è rappresentato fondamentalmente da una collaborazione prolungata nel tempo, ma finalizzata alla realizzazione di uno specifico progetto o di una parte di esso.
Per quanto concerne lo stretto profilo dell’economicità del rapporto di lavoro, sottolineiamo come esso sia certamente più conveniente (per il datore di lavoro) rispetto ad altre forme subordinate, quali ad esempio il tradizionale contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato non a progetto. Per far ciò, basti considerare che i contratti a progetto sono interamente frutto di una trattativa privata fra datore di lavoro e dipendenti, e che sovente vengono realizzate clausole di preavviso utili per poter sciogliere il rapporto di lavoro anche prima della realizzazione del progetto, senza indennizzi.
Le ultime disposizioni dell’Inps sul contenzioso previdenziale
L’Inps ha provveduto a pubblicare le ultime disposizioni che sono valide in materia di contenzioso previdenziale e assistenziale: volendo essere più precisi, bisogna ricordare che la circolare numero 104 dello scorso 5 agosto ha illustrato nel dettaglio quelle che sono le novità normative per quel che concerne gli elenchi normativi annuali e le variazioni dei lavoratori agricoli. Se ne possono prendere, a titolo di esempio, tre, vale a dire la notifica degli stessi elenchi attraverso una opportuna pubblicazione elettronica sul sito web dell’Inps, l’eliminazione e la conseguente soppressione degli elenchi trimestrali e la compilazione di elenchi trimestrali di variazione. Quindi, a partire dal prossimo 30 marzo, queste liste saranno sottoposte a pubblicazione con la validità relativa allo scorso anno e con un valore di notifica nei confronti dei soggetti interessati.
Come calcolare la rendita catastale
La rendita catastale è un valore imponibile molto importante per poter calcolare efficacemente il reddito di un immobile ai fini dell’imposizione diretta e delle imposte municipali uniche (l’IMU che ha sostituito la “vecchia” imposta comunale sugli immobili – ICI), e il valore catastale ai fini delle imposte sulle successioni e sulle donazioni, delle imposte ipotecarie e, appunto, delle imposte catastali.
Ma come calcolare la rendita catastale? Il suo conteggio è relativamente semplice: cerchiamo pertanto di illustrare in pochi passaggi come poter giungere alla determinazione specifica e puntuale di questo valore, rimandandovi poi alla consulenza degli esperti delle Agenzie del territorio per poter avere una certificazione in merito, che possa univocamente stabilire tale valore.
Cos’è la Carbon Tax
Le imprese italiane dovranno fare i conti con due nuovi tributi dal carattere prettamente ambientale e di cui già si è sentito parlare più volte: si tratta della carbon tax e della green tax, due incentivi che sono volti a potenziare gli investimenti negli impianti industriali di tipo ecologico. Ma cosa è esattamente una carbon tax? Questa tassa sulle risorse energetiche è già una realtà concreta in paesi come l’Australia o la Francia e prevede una imposizione fiscale ben precisa nei confronti di quelle aziende che emettono anidride carbonica nell’atmosfera. La si può definire in molti modi, ma più precisamente si tratta di una ecotassa di stampo pigouviano, indirizzata a stroncare un comportamento negativo.
Nuova tassa sul risparmio
La c.d. nuova tassa sul risparmio, è una innovazione fiscale che comporta una variazione del carico dell’imposta di bollo sugli strumenti finanziari. Introdotta con la recente manovra Monti di fine 2011, la nuova tassa sul risparmio introduce un’imposta di bollo proporzionale al controvalore di mercato dei titoli detenuti in portafoglio, e si preannuncia poter essere maggiormente penalizzante per una larga fetta di investitori.
Nel dettaglio, la nuova tassazione del deposito titoli prevede un tributo pari allo 0,10% del controvalore degli strumenti finanziari, con un minimo di 34,20 euro e un massimo di 1.200 euro. Nel 2013, il tributo sarà elevato allo 0,15%, con un minimo di 34,20 euro e l’abbattimento del massimo stabilito in termini assoluti per il precedente 2012.
Al via gli adempimenti del cinque per mille 2012
La giornata odierna è a dir poco fondamentale per gli adempimenti relativi al cinque per mille: in effetti, proprio a partire da oggi sarà possibile iscriversi nelle liste dei potenziali beneficiari di questo importante contributo, ma la strada è ancora lunga prima di poter sfruttare davvero la quota di Irpef relativa all’esercizio di quest’anno. Tutto è stato dettagliato all’interno di un apposito documento, la circolare 10/E della nostra amministrazione finanziaria. Vi sono molte novità dell’ultima ora che vale la pena approfondire e spiegare con cura a tutti i contribuenti che sono direttamente coinvolti. Anzitutto, sono state inserite delle attività nuove di zecca, come quelle che tutelano, promuovono e valorizzano i beni culturali e del paesaggio. Questo vuol dire che anche questi casi potranno fruire della quota in questione, ovviamente dopo il consueto riparto.
Nuova tassa sui conti correnti
Il Decreto Salva Italia ha introdotto una nuova tassa sui conti correnti, mediante variazione della precedente imposta di bollo applicata su tali rapporti. La nuova tassazione sui conti correnti bancari comporta diverse importanti novità sul fronte del prelievo fiscale, che potrebbero costituire beneficio per chi detiene un conto corrente con scarse giacenze, e penalizzare coloro che invece detengono sul conto importanti somme di denaro.
Il Decreto Salva Italia introduce infatti un’imposta proporzionale pari a 0,1 punti percentuali per il 2012, con un importo minimo di 34,20 euro e un importo massimo di 1.200 euro, che sale allo 0,15% nel 2013, con abbattimento del limite massimo dei 1.200 euro. Viene inoltre prevista una soglia di esenzione, rappresentata dall’area no-tax per coloro che detengono un conto corrente con giacenza non superiore ai 5 mila euro.
L’Inps determina le retribuzioni per i lavoratori all’estero
L’Inps ha provveduto a determinare nel dettaglio per il 2012 le retribuzioni convenzionali a cui dovranno fare riferimento i lavoratori presenti all’estero: entrando maggiormente nel dettaglio, bisogna precisare che questa norma si riferisce a coloro che si trovano in quei paesi che non sono legati all’Italia da intese e accordi relativi alla sicurezza sociale. Pertanto, le regolarizzazioni contributive sono state il tratto saliente dell’ultima circolare dell’ente previdenziale. Tra l’altro, le determinazioni hanno riguardato anche le assicurazioni obbligatorie che non sono contemplate negli accordi in questione, qualora però esse siano presenti ed esistenti a tutti gli effetti. Il campo di applicazione è presto detto: anzitutto, l’Inps ha ricordato quali sono i paesi che fanno parte della Comunità Europea (con tutti i dipartimenti e le isole che sono di proprietà di determinati stati, quali la Finlandia e la Francia).
Ecco le sanzioni per il mancato pagamento canone RAI
Come noto, il canone RAI è una tassa sul possesso di un apparecchio televisivo. Il suo pagamento è effettuabile attraverso un versamento annuo (eventualmente frazionabile) e riguarda – salvo poche eccezioni – tutti coloro che sono titolari di un dispositivo finalizzato alla ricezione del segnale televisivo. Ma cosa accade nell’ipotesi di mancato o ritardato pagamento? Quali sono le multe cui si va incontro?
Gli abbonati che non hanno provveduto a versare il canone RAI nei tempi previsti, sono tenuti a pagarlo maggiorato di interessi legali e delle spese per la riscossione coattiva, eventualmente promossa dalla amministrazione finanziaria. Il versamento del canone RAI – maggiorato delle more – deve essere effettuato attraverso il bollettino allegato alla richiesta di pagamento inviato dalla RAI.
F24 Accise, dal 10 aprile la nuova versione
È passata appena una settimana da quando l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato un provvedimento molto importante, il cui intento è stato quello di introdurre delle modifiche rilevanti al celebre modello di pagamento denominato F24 Accise: questo stesso documento, inoltre, ha previsto anche delle avvertenze particolari e molto chiare per quel che concerne la compilazione vera e propria. A questo punto, bisogna fare riferimento a una data specifica, vale a dire il prossimo 10 aprile. Si tratta, infatti, del giorno a partire dal quale sarà necessario sfruttare il nuovo modello in questione, sostituendo quindi di fatto quello che era stato approvato in precedenza e la cui introduzione risaliva alla fine del 2007. Con cosa avranno a che fare i contribuenti coinvolti? Le novità di maggior rilievo sono rappresentate senza dubbio dalla presenza di alcuni campi nel modello stesso, vale a dire quelli relativi al codice ufficio, alla rateazione e al codice atto.
Liberalizzazioni su mutui e prestiti
Le ultime novità dell’esecutivo Monti (in parte già licenziate, in parte probabilmente rinviate a un successivo decreto) stanno per apportare significative novità in materia di finanziamenti e, in merito, in materia di mutui ipotecari. Cerchiamo pertanto di comprendere, pur sinteticamente, quali possano essere i principali cambiamenti nel quotidiano rapporto degli utenti dei servizi finanziari con le banche italiane.
Il primo passo in avanti nei confronti dei consumatori è sembrato essere l’abbattimento del vincolo che lega l’erogazione di un mutuo con l’apertura di un conto corrente sulla stessa banca erogante. In altri termini, l’istituto di credito che concede il finanziamento non potrà costringere il mutuatario ad accendere un rapporto di conto presso la filiale erogante (dove canalizzare i pagamenti), potendo sostituire all’addebito diretto delle rate del conto, l’emissione di RID quale strumento di regolazione dei pagamenti stessi.
Le esenzioni della dichiarazione dei redditi
Come è noto dal diritto italiano, ogni singolo anno i cittadini italiani, in quanto contribuenti, devono presentare all’amministrazione finanziaria la dichiarazione dei redditi: si tratta del documento fiscale che deve essere compilato in modo da portare a conoscenza della stessa Agenzia delle Entrate i redditi che sono stati conseguiti nel corso dell’anno precedente. Ci sono però delle precisazioni importanti da fare in questo senso, in particolare per quel che concerne i redditi che sono esenti da tale tipo di dichiarazione. Quali casi possono rientrare in questo novero così specifico? Entrando maggiormente nel dettaglio, bisogna rifarsi a quello che prevede la legge. Anzitutto, non sono obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi tutti quei soggetti che percepiscono un reddito da lavoro dipendente o da pensione che viene corrisposto da un solo datore di lavoro, ragione per la quale è prevista l’effettuazione delle ritenute di acconto.