Scadenze fiscali, il 2 gennaio è tempo di bollo auto

L’anno sarà appena iniziato, ma il 2 gennaio 2012 sarà altresì tempo di primi pagamenti inerenti le tasse automobilistiche, che i proprietari di autoveicoli e autovetture dovranno tenere bene a mente al fine di non incontrare sanzioni monetarie quali interessi di mora o altri oneri accessori, legati al ritardato pagamento del bollo auto, per un obbligo che riguarderà sia i rinnovi periodici, che le tasse sui veicoli di nuova immatricolazione.

Ricordiamo infatti che il 2 gennaio 2012 sarà scadenza utile per tutti i proprietari di autovetture e di autoveicoli, i quali dovranno procedere al pagamento della tassa per auto nel caso in cui il precedente periodo di validità della tassa automobilistica fosse scaduto entro la fine del mese di novembre 2011. In questo caso la scadenza opportuna sarebbe stata il 31 dicembre 2011, ma a causa della non ferialità (sabato) di tale giornata, il termine è stato prorogato al primo giorno lavorativo successivo.

Dall’Inps una circolare sulla gestione separata delle assegniste di ricerca

L’Inps ha dedicato questi ultimi giorni del 2011 a comunicare alcune informazioni rilevanti per quel che concerne la propria gestione separata: in particolare, una delle circolari più recenti ha approfondito il tema dell’integrazione dell’indennità di maternità che viene affidata alle assegniste di ricerca, con tanto di obblighi contributivi e istruzioni operative. Il testo normativo di riferimento in questo caso è la Legge 240 del 2010 (“Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonche’ delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario”). In effetti, tale riforma ha istituito gli assegni per la collaborazione ad attività universitarie o della ricerca, specificando chiaramente l’assoggettamento alla gestione separata.

Contributi, facciamo chiarezza sul nodo pensioni

Considerato che del nuovo sistema pensionistico si è detto tanto (ma non sempre in termini molto chiari), cerchiamo di fare un po’ di trasparenza sul regime introdotto dal decreto salva-Italia, andando a illustrare brevemente tutte le principali caratteristiche. Iniziamo con il ricordare che, una delle principali novità della manovra Monti, è stata l’introduzione del sistema contributivo per tutti con decorrenza 1 gennaio 2012, con calcolo della pensione in relazione all’anzianità maturata.

Dallo stesso 2012 spariranno pertanto le “vecchie” pensioni, sostituite da due sole prestazioni: la pensione di vecchiaia (conseguita al varcare delle soglie di età anagrafica previste dalla riforma) e la pensione anticipata (conseguita grazie alla maturazione dei contributi previdenziali, con termine prima dell’inizio del limite minimo per la pensione di vecchiaia).

Emissioni di aeromobili: il 5 gennaio scade il versamento fiscale

La data del prossimo 5 gennaio fa bella figura tra i primissimi adempimenti fiscali che verranno richiesti nel 2012: si tratta, infatti, della scadenza che è stata fissata dalla nostra amministrazione finanziaria per pagare la cosiddetta imposta regionale sulle emissioni sonore di aeromobili. La platea di contribuenti coinvolti in tal senso ricomprende tutti gli esercenti degli aeromobili in questione, vale a dire coloro che se ne assumono l’esercizio. Nel caso in cui dovesse invece mancare la dichiarazione di tale soggetto, la presunzione andrà a riguardare, almeno fino a prova contraria, il proprietario del mezzo in questione. La normativa di riferimento per questo versamento è contenuta nel Codice della Navigazione, più precisamente nell’articolo 874.

Studi di settore: anomalie da segnalare entro il 29 febbraio 2012

L’Agenzia delle Entrate ha predisposto il rinvio della scadenza per la comunicazione delle “anomalie” sugli studi di settore per quanto concerne il periodo di imposta 2010. La trasmissione delle dovute segnalazioni potrà infatti essere effettuata fino al 29 febbraio 2012, per il tramite de lnuovo pacchetto software che da ieri risulta essere disponibile online, sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

Attraverso il programma gestionale ora pubblicato, infatti, i soggetti interessati potranno segnalare l’esistenza delle cause e delle determinanti che hanno impedito loro di raggiungere la congruità e la coerenza con gli studi di settore. Alla luce dei fatti, vi sono circa 2 mesi di tempo per predisporre le opportune comunicazioni giustificative, per un periodo di tempo che sembra quanto mai ampio, considerato quanto accadeva in passato.

Aumenti dell’Iva: Italia ed Irlanda a confronto

Italia, Grecia, Portogallo e ora anche l’Irlanda: l’innalzamento dell’aliquota dell’Iva fa proseliti e coinvolge sempre più nazioni europee, di certo non casualmente proprio quelle più in difficoltà dal punto di vista economico. L’ultimo governo ad adottare un provvedimento simile è stato quello di Dublino, quindi si può tracciare un paragone con il nostro paese. La percentuale massima di Imposta sul Valore Aggiunto è stata pari in Italia al 20% fino a pochi mesi fa, poi a partire da settembre si è puntato sulla nuova aliquota del 21% e ora l’ultima manovra finanziaria del governo Monti ha ipotizzato un ulteriore incremento fino al 23%. In Irlanda, invece, l’aliquota al 21% era presente dal 2008, poi nel 2009 è salita al 21,5% ed è ritornata nuovamente alla situazione precedente nel 2010.

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IMU: la Lega vuole “obiezione di coscienza”

Che l’introduzione della nuova IMU (in sostituzione della vecchia ICI) non fosse idea gradita alla Lega Nord era piuttosto chiaro. Che poi la “disobbedienza fiscale” inneggiata da alcuni possa tramutarsi in realtà, è un altro discorso. Così come è un altro – ancor più impervio – discorso, il fatto che possa giungersi alla “obiezione di coscienza” invocata da qualche esponente del partito settentrionale.

Per il momento, la parte grossa del movimento anti-IMU sembra esser partita in Veneto, dove un gruppo di sindaci della Lega Nord sta valutando possibilità per evitare che tale onere vada a ricadere sulle spalle dei propri cittadini, già particolarmente gravate da una situazione fiscale fortemente insostenibile, con percentuali di pressione sulla produzione lorda che hanno davvero pochi termini di paragone in tutta Europa.

Il Fisco introduce il contributo di mobilità per l’F24

La risoluzione 129/E dell’Agenzia delle Entrate risale ormai a quattro giorni fa, ma il suo contenuto merita un ampio approfondimento: in effetti, si tratta del documento che la nostra amministrazione finanziaria ha pubblicato per rendere nota l’istituzione del contributo Acim (Anticipazione Contributo di Ingresso Mobilità), una causale molto importante in ambito previdenziale e da sfruttare nell’ambito della compilazione del modello F24. Come bisogna adeguarsi in questo senso? La causale in questione dovrà essere elencata all’interno della sezione “Inps”, più precisamente nel campo destinato ai contributi, nel campo in cui vengono elencati gli importi a debito versati. Altri elementi importanti da segnalare in tal senso sono il codice della sede competente per quel che concerne l’ente previdenziale e il periodo di riferimento.

Cedolare secca, le novità nel modello 730 del 2012

Col nuovo anno alle porte, bisogna cominciare a prepararsi psicologicamente alle novità che il Fisco riserverà ai suoi principali modelli e adempimenti: un esempio su tutti è senza dubbio quello del 730, con la sua classica doppia scadenza confermata per quel che concerne la presentazione (30 aprile per la presentazione al sostituto d’imposta oppure 31 maggio per chi si avvale di un Caf o di un intermediario abilitato come il commercialista), ma vi sono anche delle innovazioni importanti. In effetti, la dichiarazione dei redditi del 2012 si presenta con delle misure nuove che sono state introdotte dal Decreto Monti appena approvato sia dalla Camera che dal Senato. Anzitutto, non si può non parlare della cedolare secca, un argomento che torna di stretta attualità dopo le tante discussioni dei mesi scorsi.

Scadenze fiscali, gli appuntamenti del 2 gennaio 2012

Il 2 gennaio 2012 è ancora distante qualche giorno, ma è bene prepararsi a quelli che saranno i principali appuntamenti con il fisco. In tale data, infatti, le società dovranno pagare gli acconti ai fini dell’imposta sul reddito d’esercizio e l’imposta sulle attività produttive, nell’ipotesi in cui l’esercizio sociale vada a terminare il 31 gennaio dello stesso anno (con il mese di dicembre rappresentativo dell’undicesimo mese dell’esercizio fiscale).

Tutti i soggetti passivi Iva dovranno inoltre procedere a comunicare, con modalità telematica, le operazioni relative al periodo di imposta 2010, con ammontare superiore ai 25 mila euro. Coloro che invece risultano titolari di concessioni governative, dovranno pagare la tassa annuale sulle concessioni, attraverso il versamento presso gli istituti di credito o le agenzie postali, o ancora gli agenti della riscossione, con modello F23.

Scadenze fiscali, gli appuntamenti del 1 gennaio 2012

Il 1 gennaio 2012, oltre che l’inizio del nuovo anno, rappresenta anche la giornata dei primi appuntamenti fiscali. Vediamo quindi insieme quali sono gli esordi tenutari che i contribuenti italiani, e in particolar modo i soggetti imprenditoriali, dovranno tenere a mente al fine di non irregolarizzare la propria posizione nei confronti del fisco.

La giornata è innanzitutto data utile per la decorrenza dell’obbligo di tenuta delle scritture ausiliare di magazzino, se nei due esercizi sociali precedenti, sono stati superati contemporaneamente i limiti previsti per i ricavi dell’esercizio, e per le rimanenze finali alla fine di ciascun esercizio. L’obbligo ricade su quei soggetti (la stragrande maggioranza) che hanno optato per la coincidenza dell’anno solare con l’esercizio sociale o il periodo di imposta.

Online le bozze per il modello Irap del 2012

Il 2012 si sta ormai avvicinando velocemente, dunque è necessario prepararsi per tempo alle principali novità fiscali che vi saranno nell’anno nuovo: in particolare, uno degli adempimenti a cui bisogna prestare la massima attenzione è quello dell’Imposta Regionale sulle Attività Produttive (Irap). La nostra amministrazione finanziaria ha già messo a disposizione sul proprio sito le bozze del modello in questione e le relative istruzioni per compilare il documento, quindi ci si può avvicinare sin da subito a questa realtà. Ovviamente, la consegna delle dichiarazioni in questione deve essere effettuata tramite un apposito intermediario, come ad esempio lo sono i Caf, le associazioni di categoria e i professionisti.

Crediti di imposta e imposte anticipate: cosa cambia

L’articolo 2 comma 55 – 59 del decreto legge 225/2010 apporta qualche modifica al meccanismo dei crediti di imposta e delle imposte anticipate. Ma in cosa consiste l’agevolazione prevista? Ricordiamo come le attività per imposte anticipate iscritte in bilancio, che siano relative a svalutazioni di credito non ancora dedotte e al valore dell’avviamento e delle altre attività immateriali, sono trasformate in crediti di imposta: la manovra Monti estende questa agevolazione anche alle perdite che si generano per la deduzione delle poste a cui sono correlate le imposte anticipate appena ricordate.

Affinchè la trasformazione sia possibile, tuttavia, il decreto prevede che il bilancio d’esercizio della società sia in perdita. Il credito di imposta calcolato non sarà né rimborsabile né produttivo di interessi, ma potrà essere ceduto, o in alternativa essere utilizzato in compensazione – senza alcun limite di importo predeterminato. Il credito sarà inoltre indicato nella dichiarazione dei redditi, ma non concorrerà alla formazione degli imponibili ai fini dell’imposta sul reddito d’esercizio della società, e dell’imposta sui redditi delle attività produttive. La risoluzione n. 57/E del 24 maggio 2011 ha istituito il codice tributo per l’utilizzo della compensazione, che avverrà tramite il modello F24.

L’Imu e le agevolazioni per i terreni agricoli

L’Imposta Municipale Unica continua a dominare le cronache economiche e fiscali del paese: è quindi opportuno tracciare alcune delimitazioni, in modo da capire il reale raggio di applicazione di questa imposta, la nuova versione dell’Ici sulla prima casa. Nel caso dei terreni agricoli che si trovano in zone di montagna, infatti, l’Imu non deve essere pagata, come comunicato in maniera ufficiale anche da alcuni enti, tra cui il Celva, il consorzio degli enti locali che associa appunto comuni e comunità montane e che ha ribadito che l’agevolazione tributaria in questione non dovrebbe essere una sorpresa dell’ultimo minuto per quel che concerne la manovra finanziaria appena approvata da Camera e Senato.