L’Agenzia delle Entrate pubblica i primi elenchi del cinque per mille

Gli adempimenti fiscali relativi al cinque per mille entrano finalmente nel vivo: l’iter è appena cominciato, ma sta proseguendo a passi da gigante, tanto che la nostra amministrazione finanziaria ha già provveduto a inserire sul proprio sito web gli elenchi che includono i possibili beneficiari di questa ripartizione così importante, vale a dire quella relativa al periodo d’imposta del 2011. Tra l’altro, lo stesso Fisco ha anche voluto rendere più semplice questa consultazione, predisponendo per lo scopo in questione un apposito motore di ricerca. A cosa si riferiscono di preciso queste liste? I possibili beneficiari sono quelli consueti, ovvero gli enti che sono attivi nel volontariato, ma anche quelli che operano nella ricerca scientifica e universitaria, gli enti che svolgono ricerca in campo sanitario e le associazioni sportive dilettantistiche, più precisamente quelle che sono state riconosciute dal Coni per il carattere sociale delle loro attività.

Aliquota IMU, gli sconti per i fabbricati rurali

Come noto, l’aliquota IMU ordinaria per la prima casa è stata temporaneamente fissata allo 0,40%, mentre quella per le seconde case risulta essere pari allo 0,76%. Più raramente si discute, tuttavia, della presenza di una terza aliquota – fortunatamente ribassata rispetto alle prime due – e rivolta ai fabbricati rurali ad uso strumentale, soggetti all’imposta municipale con la proporzione ridotta pari allo 0,20%. Inoltre, essendo fabbricati inseriti nella categoria catastale D/10, il coefficiente moltiplicatore della rendita catastale è pari a 60.

Ma di quali immobili si tratta? Ricordiamo come la definizione di fabbricato strumentale risieda nell’art. 9 – comma 3 bis – del dl 557/93, e come vada ricompreso in tale recinto anche quel fabbricato strumentale delle cooperative agricole di trasformazione dei prodotti conferiti dai soci. Particolari regole vigono inoltre per quanto concerne i fabbricati situati in località montane, dei quali parleremo nei prossimi giorni.

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Il bonus fiscale per chi assume lavoratori svantaggiati

È pronta l’agevolazione fiscale destinata a tutti quei soggetti che si dimostrano capaci di creare occupazione in maniera stabile in ben otto regioni del nostro Mezzogiorno: tale bonus ammonta per la precisione alla metà esatta (il 50% quindi) dei costi salariali che devono essere sfruttati in compensazione dai datori di lavoro. Quindi, questo vuol dire che i datori che si saranno resi protagonisti di assunzioni (anche a tempo indeterminato ovviamente) di personale svantaggiato nel periodo compreso tra il 14 maggio dello scorso anno e il 13 maggio del 2013 accederanno a tale beneficio. Le regioni a cui si faceva riferimento in precedenza sono l’Abruzzo, la Basilicata, la Campania, la Calabria, il Molise, la Sicilia, la Sardegna e la Puglia.

Imu prima casa, tutto ciò che c’è da sapere

L’imposta municipale unica sulla prima casa viene percepita applicando un’aliquota base fissata allo 0,4%, con detrazione fissa di 200 euro, aumentabile di 50 euro per ogni filio, fino all’ottavo, di età anagrafica non superiore ai 26 anni, dimorante e residente nell’abitazione. I Comuni potranno incrementare il beneficio fiscale abbassando l’aliquota fino a 0,2 punti percentuali, e aumentando la detrazione fino a concorrenza dell’imposta dovuta. Teoricamente, pertanto, anche l’Imu sulla prima casa potrebbe essere azzerata su decisione della singola municipalità.

Ma cosa si intende per prima casa? Ai fini del pagamento dell’IMU si intende “l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente”, con la precisazione che “nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile”.

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L’Inps affida alla Federalberghi la riscossione di alcuni contributi

L’Inps ha individuato nella Federalberghi e nella Confcommercio Imprese per l’Italia degli alleati davvero strategici per quel che riguarda la riscossione di quei contributi che si riferiscono all’assistenza contrattuale: una delle ultime comunicazioni dell’ente previdenziale è infatti incentrata sulle istruzioni per questa riscossione a favore della federazione e attraverso il celebre modello F24. Il testo normativo di riferimento in questo caso è la Legge 311 del 1973 (“Estensione del servizio di riscossione dei contributi associativi tramite gli enti previdenziali”). Che cosa verrà posto in essere di preciso? Federalberghi ha sostanzialmente affidato all’Inps il servizio per la riscossione di questi contributi, i quali sono previsti dai Contratti Collettivi di Lavoro per la provincia di Trento.

IMU 2012, tutte le scadenze

Il 2012 fiscale sarà ricordato, tra le altre, anche per l’introduzione della nuova imposta municipale unica, la tassa patrimoniale sulla prima o sulle seconde case. Considerato che, come abbiamo visto più volte negli ultimi mesi, il panorama in materia risulta essere piuttosto complesso, cerchiamo di comprendere in che modo procedere al rispetto di tutte le scadenze previste per il corrente anno solare.

Il primo appuntamento con la nuova IMU sarà fissato nella data del 18 giugno: entro tale data i cittadini dovranno versare l’acconto IMU, pari al 50% dell’imposta calcolata applicando le aliquote base, pari a 0,4 punti percentuali sulla prima casa, o a 0,76 punti percentuali sugli altri immobili (tranne i rurali strumentali, che hanno lo 0,2%). Per la prima casa si può altresì scegliere l’acconto di un terzo. Sui rurali strumentali, l’acconto è del 30%.

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I tre codici tributo per sanare gli errori formali

Gli errori di tipo formale sono quelli che si verificano quando, ad esempio, si provvede a inviare le comunicazioni utili al Fisco in maniera tardiva, oppure si trasmette della documentazione che è incompleta: tutte queste distrazioni sono dannose per il contribuente, visto che gli impediscono di far parte del novero di chi accede ai regimi fiscali opzionali o anche alla ripartizione del cinque per mille. Ecco perché il Decreto sulle Semplificazioni Tributarie ha voluto ovviare a questa situazione, consentendo agli stessi soggetti di non essere estromessi del tutto, oltre che di sanare gli errori commessi in maniera opportuna. Come si procede dunque in questo senso? Bisogna fare riferimento a un documento emesso dalla nostra amministrazione finanziaria lo scorso 11 aprile, la risoluzione 46/E.

Partite Iva: i nuovi ingressi aggiornati a marzo 2012

L’osservatorio creato presso il Dipartimento delle Finanze ha fornito dei dati molto interessanti per quel che riguarda le partite Iva del nostro paese: in pratica, è stata aggiornata la loro situazione allo scorso mese di marzo e ci si è accorti che il numero complessivo di richieste di apertura è aumentato di ben 7,4 punti percentuali rispetto a un anno esatto fa. Come si spiega tutto questo? Anzitutto, bisogna sottolineare come le nuove entrate a cui si sta facendo riferimento siano ormai pari a oltre 62mila. In pratica, l’osservatorio in questione ha analizzato nel dettaglio tutte le informazioni e i dati resi disponibili dall’Anagrafe Tributaria, elaborando poi i risultati che si stanno commentando in base a vari fattori, in primis l’attività economica, ma anche i dati anagrafici dei soggetti.

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Calcolo IMU in poche mosse

Tra aliquote base e margini di autonomia dei comuni, pagamenti a rate e altre novità dell’ultima ora, il panorama intorno al calcolo IMU è stato reso denso e complesso. Cerchiamo pertanto con un estremo tentativo di sintesi, di cercare di rendere più trasparente il lavoro di tutti coloro che si apprestano a conteggiare quanto dovranno pagare di imposta municipale unica nel corso di questo tesissimo 2012.

Innanzitutto, un po’ di chiarezza sulle aliquote: l’aliquota ordinaria per le prime case è fissata nello 0,40 per cento, quella per le seconde case è fissata nello 0,76 per cento. I Comuni hanno tuttavia la possibilità di incrementare o diminuire (rispettivamente, dello 0,20 per cento e dello 0,30 per cento) le aliquote ordinarie per la prima o per la seconda casa. Ne consegue che, nella peggiore delle ipotesi, il contribuente detentore di una seconda casa andrà a pagare un’aliquota pari a 1,06 punti percentuali.

Ma in che modo si calcola l’IMU? E su cosa si applica questa aliquota ordinaria?

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Pressione fiscale oltre il 60%

Secondo quanto sta emergendo da uno studio condotto dalla Fondazione Commercialisti italiani in merito alla tassazione delle persone fisiche, dipendenti e lavoratori autonomi, la pressione fiscale italiana sarebbe in grado di superare perfino il 60%, nelle ipotesi di lavoratori con reddito pari a 50 mila euro.

Stando alla simulazione effettuata dalla Fondazione, relativa a un lavoratore autonomo senza gestione separata Inps, con reddito lordo civile pari a 50 mila euro, ogni anno si devono sborsare 11.870 euro di Irpef netta, 503 euro di addizionale regionale, 164 euro di addizionale comunale, 14.921 euro di versamenti Inps e alle casse di previdenza, 2.146 euro di Irap. In totale, un reddito netto annuo di 20.396 euro, per una tassazione percentuale pari al 59,21%. Se a questo aggiungiamo l’incidenza delle altre imposte pagate nell’anno al netto del beneficio fiscale, otteniamo una percentuale di tassazione reale del 61,66%.

Inps: una circolare illustra l’evoluzione dell’assetto organizzativo

Una delle ultime circolari rese pubbliche dall’Inps ha riguardato da vicino l’evoluzione che si è verificata nell’assetto organizzativo e funzionale del servizio di informazione e consulenza: si tratta di un assetto nuovo di zecca e quindi tali chiarimenti sono più che mai necessari. In effetti, il 2011 dell’ente previdenziale è stato caratterizzato anche dall’intera ristrutturazione del sistema di “customer care”, con una serie piuttosto importante di razionalizzazioni. Altre circolari hanno descritto quali sono le modalità operative a cui bisogna fare riferimento per quel che concerne il servizio in questione, ma bisogna sempre ricordare che tutte le agenzie, sia quelle interne che quelle territoriali, hanno delle responsabilità ben precise di presidio.

Fine di Equitalia nel 2013

Da tempo si parla di una revisione globale del sistema di riscossione delle imposte e delle tasse e, in particolar modo, del ruolo di Equitalia, da più parti accusata di imporre una modalità di prelievo eccessivamente “brusca”. Ebbene, negli ultimi giorni è stato rilanciato un progetto dell’Associazione nazionale dei comuni, volto a costituire una nuova struttura (sotto forma tecnica di consorzio o agenzia) che gestisca le varie attività di accertamento, liquidazione e riscossione (spontanea e coaettiva) dei tributi locali.

Il tutto, nell’attesa che Equitalia esca dalla scena, con decorrenza 1 gennaio 2013. Peccato che, con l’aggravarsi della crisi e il montare delle polemiche con la società, i termini di decorrenza della nuova agenzia potrebbero addirittura essere più prossimi. Una ipotesi concreta, pertanto, è quella di un’introduzione di un nuovo soggetto che scalzi Equitalia nel rapporto con i contribuenti morosi, applicando nuove regole comportamentali.

Cassazione: i titoli azionari giustificano l’accertamento sintetico

Ben due sentenze di aprile della Corte di Cassazione hanno sancito un importante principio per quel che concerne l’accertamento sintetico del reddito di una impresa: nel dettaglio, i giudici di Piazza Cavour hanno stabilito che il metodo induttivo è quello più azzeccato nel caso in cui vi sia un aumento di patrimonio che non è giustificato, ad esempio quando si provvede ad acquistare delle quote sociali e azionarie. In questo caso, quindi, rimangono valide anche quelle presunzioni semplici che non sono provviste dei tipici requisiti fissati dalla legge, vale a dire la precisione, la concordanza e la gravità. Gli elementi di specie, infatti, sottintendono che vi sia una disponibilità chiara di un reddito. La decisione si è resa necessaria alla luce di un fatto che ha visto coinvolte due contribuenti.

Estensione ravvedimento veloce

Il ravvedimento veloce, transazione di regolamento della propria morosità, volontaria e a forte riduzione delle sanzioni ordinarie, è esteso a tutte le violazioni oltre a quelle relative agli omessi versamenti. La sanatoria effettuabile nei quindici giorni successivi alla originaria scadenza del termine, che permetterà e ha permesso ai “ritardari” di poter regolarizzare tempestivamente il proprio debito con l’Erario, conferma inoltre la riduzione della sanzione di un ulteriore quindicesimo oltre a quanto già previsto.

La nuova normativa prevede infatti che chi non esegue, in tutto o in parte, alle scadenza, i versamenti in acconto, i versamenti periodici e i versamenti di conguaglio o a saldo dell’impsota risultante dalla dichiarazione, sia soggetto a sanzione amministrativa pari al trenta per cento dell’importo non versato.