La gradualità temporale più ampia è una delle novità di rilievo del modello 770 di quest’anno: la trasmissione mensile di questo documento fiscale così importante, indirizzato ai sostituti d’imposta del nostro paese prevede infatti una nuova tempistica, sempre e comunque attraverso le consuete reti telematiche. In realtà, questa novità così corposa sarebbe già dovuta intervenire nel corso del 2011, come prevedeva espressamente un decreto del presidente del Consiglio dei Ministri, ma lo scorso anno è stato sfruttato solamente per la sperimentazione, mentre il 2012 è diventato sin da subito l’anno dell’operatività piena ed effettiva per quel che concerne il sistema di trasmissione a cadenza mensile. Che cosa cambierà in buona sostanza? I datori di lavoro sono stati abituati fino a questo momento a inviare il 770 direttamente alla nostra amministrazione finanziaria, avendo cura di inserire nel modello tutte le informazioni relative ai dipendenti una volta all’anno.
Scadenze fiscali di metà marzo
Riprendiamo oggi il nostro consueto appuntamento con le scadenze fiscali di metà mese. Il 15 marzo scade il termine ultimo per poter effettuare numerosi versamenti e comunicazioni, tra cui spicca il solito termine per l’annotazione dell’eventuale cumulativa delle fatture emesse o ricevute, e delle autofatture emesse dal cessionario o dal committente per le operazioni rilevanti territorialmente in Italia, poste in essere dal cedente o prestatore non residente per un ammontante inferiore a 300 euro.
La scadenza sarà utile anche a quei commercianti al dettaglio che desiderino procedere all’annotazione riepilogativa mensile, anziché giornaliera, dei corrispettivi inerenti al mese precedente, se ovviamente gli stessi sono certificati dallo scontrino fiscale (facoltà consentita anche ai contribuenti che emettono le ricevute fiscali, per effetto dell’equiparazione tra scontrino e ricevuta ai fini certificativi).
Disdetta canone rai
Il canone Rai è un’imposta dovuta allo Stato sul possesso del televisore. Se si intende rinunicare all’utilizzo del proprio apparecchio, senza disfarsene in modo definitivo, si può disdire il canone Rai chiedendo il cosiddetto suggellamento dell’apparecchio. Si tratta di un’operazione mediante la quale l’utente dichiara di non voler più utilizzare il televisore e inoltra richiesta della propria volontà di disdetta. In passato le autorità preposte procedevano a “sigillare” fisicamente l’apparecchio, infilandolo in un sacco di iuta e chiudendolo con un sigillo del Ministero. Tale procedura, nella pratica, viene messa in atto molto raramente.
Elenco clienti – fornitori, si avvicina il ritorno
Si avvicina il ritorno degli elenchi clienti – fornitori. Il d.l. 78/2010 è infatti stato rivisto nel suo arti. 21, che istituiva la comunicazione telematica delle operazioni IVA di importo non inferiore ai 3 mila euro: con l’innovazione ora in esame, viene previsto che le operazioni soggette a obbligo di fatturazione dovranno essere comunicate non più in maniera analitica, bensì attraverso l’indicazione dell’ammontare complessivo annuo di ciascun cliente e fornitore, al di là dell’importo di ogni singola operazione.
In merito, ricordiamo altresì che rimane ferma – per le operazioni prive dell’obbligo di fattura – la comunicazione analistica delle transazioni di importo non inferiore ai 3.600 euro comprensive di imposta di valore aggiunto.
Canone Rai: cambio di residenza
Il Canone Rai è un tributo – di fatto una tassa di possesso – introdotto dal Regio decreto n. 246 del 21 febbraio 1938, articolo 1(R.D.L.21/02/1938 n.246) con cui è stato sancito l’obbligo di versare una imposta per la “detenzione di apparati atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive indipendentemente dalla qualità o dalla quantità del relativo utilizzo”.
Premesso questo, ogni nucleo familiare deve provvedere al pagamento di un abbonamento. A rigor di legge, la Rai chiede dunque di pagare il canone, e lo fa mediante l’invio di una lettera a coloro che risiedono in un dato immobile e non risultano ancora nell’elenco abbonati. Il presupposto è che vi debba essere almeno un apparecchio in ogni abitazione. Dal momento che non è possibile enumerare e controllare i singoli televisori acquistati e venduti, le verifiche vengono condotte sulla residenza.
Nuova tassa conti deposito fino a 1200 euro
Introdotta con l’ultima versione del decreto sulle semplificazioni fiscali, sta per giungere a completamento la “temuta” innovazione in materia di tassazione dei conti deposito, siano essi liberi o vincolati. Stando alle intenzioni, i conti deposito diventeranno equiparabili agli strumenti finanziari ordinari, con conseguente tassazione progressiva, mediante un’aliquota pari a 0,10 punti percentuali per il 2010 e di 0,15 punti percentuali per il 2013.
Ne consegue che le giacenze dei conti deposito troveranno un’imposizione piuttosto salata, in grado di nuocere parzialmente alla redditività del servizio. Si tenga in merito in considerazione che, mentre nel 2012 sarà prevista l’applicazione dell’imposta con un minimo di 34,20 euro annuo e un massimo di 1.200 euro annuo, nel 2013 verrà abbattuto il limite massimo di imposizione, con un’imposta che potrebbe pertanto diventare onerosissima per i grandi patrimoni.
Nuova tassa autocertificazione caldaia
La nuova tassa autocertificazione caldaie è un onere che il responsabile dell’impianto (cioè, l’occupante dell’appartamento o, nell’ipotesi di caldaia condominiale, l’amministratore di condominio) deve pagare con periodicità prevista dalla legge, successivamente all’effettuazione della manutenzione periodica, con un’operazione di norma delegata ad un’impresa specializzata.
La nuova normativa sulla tassa sulle autocertificazioni delle caldaie prevede che i cittadini non debbano più recarsi presso i Comuni per la consegna delle dichiarazioni e il ritiro del bollino verde (come invece accadeva in passato), poiché sarà il manutentore a trasmettere al Comune la dichiarazione, apponendo il bollino verde sull’impianto, una volta terminata la fase dei controlli di propria competenza. In merito, ricordiamo che il controllo è da effettuarsi ogni due anni, dietro costo (la c.d. “tassa”) di norma pari a 7 euro.
Sisma Abruzzo, la proroga per lo spesometro
Il terribile sisma che ha sconvolto l’Abruzzo sta per entrare nel suo terzo anno di “età”, ma la nostra amministrazione finanziaria non ha dimenticato tutti quei contribuenti che risiedevano e risiedono ancora nel cosiddetto “cratere” dell’evento in questione: la comunicazione dell’Agenzia delle Entrate è stata effettuata ormai da un mese, ma la scadenza da rispettare in questo senso è sempre più vicina, il prossimo 16 marzo. Di cosa si tratta esattamente? In pratica, il Fisco ha concesso una importante proroga per quel che riguarda l’invio di comunicazioni rilevanti ai fini dell’Imposta sul Valore Aggiunto (quello che ci stiamo abituando a chiamare “spesometro”) e relative al 2010. Nel dettaglio, i contribuenti e i professionisti residenti nella zona in questione, vale a dire quella che è stata colpita da scosse di una intensità pari o addirittura superiore al sesto grado della Scala Mercalli, avranno più tempo per questi adempimenti fiscali, i quali fanno riferimento all’obbligo di fatturazione e che non possono prevede un importo inferiore al limite dei 25mila euro.
Nuova tassa sulla barca
Dopo mesi di discussioni, la nuova tassa sulla barca è finalmente arrivata. Cerchiamo pertanto di capire chi colpirà questa nuova imposta sul possesso di un’imbarcazione e – soprattutto – a quanto ammontare l’onere che ogni contribuente dovrà pagare.
Innanzitutto, segnaliamo come l’imposta riguardi tutti i cittadini residenti in Italia che posseggano una barca sopra i 10 metri di lunghezza. Saranno pertanto esentati i cittadini che posseggono un’imbarcazione al di sotto dei limiti indicati, quelli non residenti e non aventi stabili organizzazioni in Italia, sempre che il loro possesso non sia attribuibile anche di fatto a soggetti residenti in Italia, oltre alle unità bene strumentali di aziende di locazione e di noleggio.
La Corte di Giustizia Ue interviene sulle aliquote Iva ridotte
C’è una sentenza di una settimana fa da parte della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che vale la pena approfondire per comprendere le ultime disposizioni comunitarie in fatto di Imposta sul Valore Aggiunto: la questione, infatti, ha riguardato un ricorso presentato dalla Commissione Europea per l’applicazione delle aliquote dell’Iva in forma ridotta per quel che riguarda i biglietti per spettacoli in locali che presentavano anche il servizio di consumazione. La normativa in oggetto era quella francese, ma bisogna prendere spunto da questa pronuncia per tutti i paesi dell’Ue, Italia compresa. Secondo il governo di Parigi, le iniziative in questione erano state dettate dal fatto di voler semplificare la normativa di base e di promuovere nella maniera migliore possibile la cultura.
Decreto semplificazioni fiscali, le novità su Equitalia
Alcune importanti novità su Equitalia sono state apportate con il decreto semplificazioni fiscali. Innanzitutto, sparisce l’obbligo di procedere a iscrizione ipotecaria o a espropriazione immobiliare per debiti a ruolo di importo complessivamente inferiore a 20 mila euro. In altri termini, per debiti di entità non troppo elevata l’agente per la riscossione dovrà cercare altre strade per recuperare l’ammontare dovuto, evitando pertanto di gravare sulle spalle del contribuente con una delle misure più sgradite.
Le novità si estendono inoltre al pignoramento degli stipendi. Viene infatti introdotta una scala proporzionale delle percentuali di pignoramento sulla base dell’entità dell’emolumento, con limiti ben più bassi di quanto previsto dalla normativa civilistica, al fine di rendere la pressione di Equitalia meno ingente del passato sui redditi meno elevati.
I chiarimenti dell’Inps su appalti e anzianità aziendale
I chiarimenti dell’Inps sono sempre ben accetti, in particolare se vanno a riguardare operazioni molto importanti dal punto di vista previdenziale: gli ultimi in ordine temporale sono quelli che hanno riguardato due giorni fa il computo dell’anzianità aziendale per concedere le prestazioni di integrazione straordinaria e di mobilità dei salari, nell’ipotesi in cui vi sia la successione di appalti. Per l’appunto, questa concessione prevede che vi sia un requisito soggettivo ben preciso, vale a dire una anzianità lavorativa presso l’azienda per un tempo minimo di novanta giorni, con la data di riferimento che deve essere quella in cui è stata presentata la domanda stessa. Nel caso dell’indennità di mobilità, invece, è necessario che il requisito sia rappresentato da una anzianità a livello aziendale non inferiore ai dodici mesi (sei devono essere stati caratterizzati da lavoro effettivamente prestato).
Tasse, si pagano dove si ha la sede amministrativa
Secondo quanto affermato dalla Corte di Cassazione, le imposte vanno pagate laddove la società possiede la propria sede amministrativa. La Suprema Corte è infatti intervenuta in materia e, con la sentenza n. 7080 del 23 febbraio 2012, ha affermato che paga le imposte in Italia anche la società che – pur avendo sede legale e oggetto sociale all’estero – ha all’interno dei confini del Paese la propria sede amministrativa.
La motivazione fondamentale della pronuncia della Suprema Corte risiede nell’applicazione restrittiva del principio secondo cui – con riferimento alle società – la nozione di residenza fiscale andrebbe stabilita sulla base dell’art. 5, comma 3, del Tuir, considerando residenti in Italia le società e gli enti che per la maggior parte del periodo di imposta hanno la propria sede legale o la sede amministrativa o l’oggetto principale nel territorio dello Stato.
Requisiti esonero canone rai
L’abbonamento al canone Rai non è ovviamente dovuto da tutti i cittadini, ci sono infatti delle eccezioni e degli esoneri di cui bisogna tenere debitamente in considerazione: il caso più importante ed esemplificativo è quello che riguarda gli utenti che hanno un’età superiore ai settantacinque anni, il cui pagamento per questa specifica imposta non è dovuto. Ovviamente, però, bisogna rispettare delle condizioni e dei requisiti ben precisi, ragione per la quale è bene fare ordine da questo punto di vista. L’età è importante e se sono stati superati gli anni appena menzionati, è possibile richiedere l’esonero dal versamento, con un conseguente risparmio di oltre cento euro per quel che concerne ogni singolo anno, una somma di denaro che potrebbe tornare utile agli anziani coinvolti.