La risoluzione 7/E che la nostra amministrazione finanziaria ha pubblicato proprio nel corso della giornata di ieri risulterà molto utile alle lavoratrici del settore agricolo che devono beneficiare dell’indennità di maternità: in effetti, questo documento ha istituito la causale contributo Mata, la cui denominazione ufficiale è quella di “Aziende Agricole Oti – Importi anticipati per indennità di maternità a carico dell’Inps”. Si tratta di un codice fondamentale nel momento in cui si decide di beneficiare dell’uso in compensazione di quelle somme di denaro che sono dovute per tali prestazioni. Queste ultime, inoltre, vengono solitamente erogate in via anticipata nei confronti dei lavori agricoli a tempo indeterminato (Oti) dai loro datori di lavoro.
Contribuenti minimi 2012: nessuna applicazione di ritenuta d’acconto in fattura
L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato un provvedimento molto chiarificatore per rendere più trasparente il nuovo regime dei contribuenti minimi 2012: il direttore dell’Agenzia ha infatti affermato che coloro che rientrano nell’ambito dei requisiti dei nuovi minimi, non devono applicare la ritenuta d’acconto in fattura. Un provvedimento spiegabile in sintesi nel timore che il contribuente vada a credito (considerata la riduzione della tassazione al 5%).
A questo collegamento, in proposito, è possibile scaricare il provvedimento n. 185820/2011, che permetterà ai contribuenti interessati di poter verificare il possesso, o meno, dei requisiti utili per poter essere inquadrati nel nuovo regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità.
Ex minimi: il problema delle rimanenze di magazzino
Far parte del regime dei contribuenti minimi comporta alcuni vantaggi fiscali importanti, tra cui l’assenza della ritenuta d’acconto nelle fatture: ma vi sono anche dei contribuenti che sono fuoriusciti da questa categoria e proprio per questi soggetti vi sono delle novità rilevanti in merito alla contabilità di bilancio. In effetti, gli ex minimi non avranno la possibilità di bollare come un costo tutte quelle merci che fanno parte delle esistenze iniziali di magazzino: questa disposizione è valida per l’anno in corso e solamente nel caso in cui il versamento sia stato effettuato senza Iva e mediante una deduzione con il principio di cassa. Ecco perché l’inventario delle rimanenze di magazzino del 2012 deve essere realizzato ponendo la massima attenzione a qualsiasi tipo di particolare.
Orari dei negozi, cosa cambia con la manovra
Libertà assoluta di apertura e di orario: è questa, in estrema sintesi, la decisione contenuta in uno degli ultimi provvedimenti adottati dal decreto Salva Italia per cercare di liberalizzare il settore del commercio e incentivare la concorrenza e le vendite. Ne è conseguito che, già da oggi, i titolari di esercizi commerciali possono scegliere di aprire autonomamente come e quando vogliono, incluse le domeniche e i festivi. Tutti contenti?
Non proprio. Se infatti da una parte le associazioni dei consumatori hanno salutato la novità con entusiasmo, i commercianti sollevano ben più di qualche opzione. In mezzo ai due fuochi vi sono gli enti locali, che dovranno muoversi in un ambito di autonomia piuttosto ampio, essendo la competenza di materia delle Regioni. Di conseguenza, molti Comuni – come Milano – prima di adottare in pieno il nuovo regime, stanno attendendo le deliberazioni dell’istituzione regionale.
Assegni circolari: la scadenza del 30 gennaio
Sono rimasti ancora diciannove giorni per far fronte alla scadenza relativa all’imposta di bollo e alla sua dichiarazione che deve essere effettuata con cadenza trimestrale: il prossimo 30 gennaio, infatti, sarà un termine ultimo fondamentale dal punto di vista tributario, visto che verrà contemplato uno dei mezzi di pagamento più gettonati dai contribuenti, vale a dire l’assegno circolare. In pratica, come prevede espressamente il Dpr 642 del 1972 (si tratta della “Disciplina dell’imposta di bollo” per la precisione), vi sono dei valori ben precisi da rispettare in tal senso: l’articolo 10 della tariffa contempla proprio le imposte dovute (fisse e proporzionali) per gli stessi assegni circolari e per i vaglia cambiari. Chi deve guardare con la maggiore attenzione questa scadenza?
Nuova imposta sui rifiuti con la manovra Salva Italia
Manca ancora un anno, ma è bene che i contribuenti inizino a prendere confidenza con la RES, la nuova tassa comunale sui rifiuti e sui servizi, un prelievo che sostituirà l’attuae TARSU (la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani), con un provvedimento passato in apparente secondo piano all’interno del comparto delle novità fiscali che hanno riguardato gli ultimi, travagliati, mesi del 2011.
La RES sostituisce completamente la precedente TARSU, andando a imporre un prelievo fiscale dipendente dal volume di rifiuti prodotti per unità di superficie, sulla base della destinazione di utilizzo dell’immobile, e con esclusione dalla tassazione di quelle aree scoperte pertinenziali, o quelle accessorie delle abitazioni private, e le aree comuni condominiali che non siano detenute o occupate in via esclusiva. Ancora, in caso di utilizzi temporanei di durata non superiore ai sei mesi, il tributo è dovuto solo dal proprietario dell’immobile.
Due nuovi codici tributo per il contributo di solidarietà
I codici tributo 1618 e 145E saranno molto utili per il pagamento dell’ormai celebre contributo di solidarietà: come è noto, di quest’ultimo versamento si parla ormai da diverso tempo e si configura come una quota del 3% su quella parte dei reddito dei contribuenti che va ad oltrepassare il limite dei 300mila euro l’anno. In particolare, questi due importanti riferimenti numerici potranno essere sfruttati all’interno dei modelli F24 ed F24EP (Enti Pubblici), come previsto espressamente dalla cosiddetta Manovra di Ferragosto. Che cosa c’è da dire in merito a questi due codici? Il loro ambito di riferimento è rappresentato, in primis, dai redditi di lavoro dipendente e da quelli assimilati a questi ultimi; in tali casi, infatti, i sostituto d’imposta è chiamato a porre in essere tutti i calcoli che sono necessari per poter poi procedere alla trattenuta del contributo dal totale, una operazione che ha luogo in un’unica soluzione e che si verifica al momento del conguaglio (alla fine di ogni singolo anno).
Aliquote e detrazioni, facciamo chiarezza sull’IMU della manovra Monti
Rispondendo ad alcune richieste di chiarimenti giunte nella nostra redazione, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sul sistema di aliquote, di detrazioni e di rivalutazioni delle base catastali introdotte dalla manovra Salva Italia. Innanzitutto, occorre segnalare come l’aliquota di base sia pari allo 0,76%, da applicarsi sulla rendita catastale, che andrà presumibilmente ritoccata al rialzo, anche del 60%.
L’intento della manovra Salva Italia, e più in generale dell’esecutivo Monti, è infatti quello di poter aggiornare congruamente i valori catastali, basi imponibili sulle quali vengono calcolate le rendite. Stando ad alcune previsioni, la rivalutazione potrebbe essere pari anche al 60% dell’attuale valore imponibile, per un apprezzamento significativo dell’imposta municipale.
Amministratori di società: ultimi tre giorni per i compensi del 2011
La data del prossimo 12 gennaio rappresenta, come accade ogni anno, un appuntamento fiscale di notevole importanza per gli amministratori delle società: la remunerazione di questi soggetti, infatti, avviene attraverso un apposito compenso che fa riferimento all’attività posta in essere. L’importo di questo stesso compenso, inoltre, viene stabilito dall’assemblea dei soci. In questo caso, ha senso parlare del principio di cassa allargata, in base al quale sono considerati percepiti tutti quei lavori che sono corrisposti dai datori di lavoro entro il dodicesimo giorno del mese di gennaio (ovviamente il periodo d’imposta è quello successivo al momento in cui si realizzano le somme stesse). La società ha quindi due obblighi da rispettare, vale a dire rendere operativa la ritenuta d’acconto in base alle aliquote progressive che si riferiscono agli scaglioni di reddito del 2011 e l’attribuzione delle detrazioni fiscali, ad esempio quando vi sono dei carichi di famiglia.
Detrazione sulle ristrutturazioni nella Manovra Salva Italia: cosa è cambiato
La principale novità della Manovra Salva Italia (la c.d. Manovra Monti) in merito ai bonus sulle ristrutturazioni, consiste nell’abbattimento del termine temporale previsto per le agevolazioni. In particolare, per quanto concerne l’agevolazione del 36% sulle spese fronteggiate per interventi di recupero e di ristrutturazione edilizia, la legge ha previsto l’entrata in regime del bonus, che non avrà più alcuna scadenza, ma verrà considerata quale agevolazione stabile.
La norma sulle detrazioni del 36% delle spese di ristrutturazione prevede tuttavia alcuni limiti all’utilizzo del bonus, con l’imposizione di un importo massimo di 48 mila per le spese fronteggiate e soggette a beneficio agevolativo. Il calcolo del limite assoluto delle spese, appena ricordato, è da effettuarsi sulla base di ogni singolo immobile: le spese dovranno inoltre essere effettivamente sostenute e a carico del contribuente che detiene o possiede l’immobile.
Gasolio e F24: ecco come accedere al credito d’imposta
Giusto quattro giorni fa la nostra amministrazione finanziaria ha reso pubblica una importante circolare contenente tutte le precisazioni relative alle accise sul gasolio: in pratica, sono stati stabiliti nel dettaglio tutti i rimborsi relativi allo scorso anno e agli autotrasportatori per tali imposte di fabbricazione, senza dimenticare il fondamentale codice tributo che deve essere utilizzato all’interno del modello F24, requisito essenziale per avere accesso al credito d’imposta. L’inoltro delle domande in questione potrà essere realizzato entro e non oltre il 30 giugno di quest’anno, quindi si hanno ancora alcuni mesi di tempo. I rimborsi accennati in precedenza sono di varia entità e vanno schematizzati per una migliore comprensione (le somme si riferiscono a mille litri di prodotto): l’importo sarà pari a 19,78 euro per i consumi del periodo compreso tra il 1° gennaio e il 5 aprile dello scorso anno, 27,08 euro (6 aprile-27 giugno), 67,08 euro (28-30 giugno), 68,98 euro (1° luglio-31 ottobre), 77,88 euro (1° novembre-6 dicembre) e 189,98 euro (7-31 dicembre).
Imposta sugli aeromobili, ecco come funziona
Tra le “tasse sul lusso” introdotte dalla Manovra Salva Italia, vi è anche l’introduzione dell’imposta erariale sugli aeromobili privati, che siano rientranti all’interno del perimetro normativo stabilito dall’articolo 744 del Codice della Navigazione, risultino immatricolati nel registro aeronautico nazionale. L’imposta, stando al testo del decreto Monti, è dovuta da parte di coloro che risultino essere proprietari, usufruttuari, acquirenti con patto di riservato dominio, o utilizzatori a titolo di locazione finanziaria dell’aeromobile, dagli stessi pubblici registri.
Il pagamento della somma dovrà essere effettuato all’atto della richiesta del rilascio o del rinnovo del certificato di revisione della aeronavigabilità, in relazione all’intero periodo di validità del certificato stesso. Nell’ipotesi in cui il certificato abbia una validità inferiore a un anno, l’imposta è dovuta nella misura di un dodicesimo degli importi, per ciascun mese di validità.
Inps e braccianti agricoli: dichiarazioni di calamità entro il 31 gennaio
L’Inps è prontamente intervenuta con una propria circolare due giorni fa per chiarire alcuni aspetti relativi agli adempimenti per la compilazione degli elenchi nominativi dei braccianti agricoli: si tratta, nello specifico, degli elenchi validi per l’anno che si è appena concluso, prendendo come riferimento un preciso testo normativo, vale a dire la Legge 247 del 2007 (attuazione del protocollo su previdenza, lavoro e competitività). Anzitutto, bisogna precisare che le aziende in cui sono presenti i lavoratori che hanno beneficiato delle disposizioni in questione, devono presentare dei requisiti ben precisi: si tratta della delimitazione precisa dell’area calamitata, delle delibere e dei decreti regionali per la delimitazione stessa e della comprensione delle avversità di tipo atmosferico all’interno del cosiddetto Piano Assicurativo Agricolo.
Scadenze fiscali, gli appuntamenti principali del 10 gennaio
Proseguiamo nel nostro viaggio alla ricerca dei principali appuntamenti fiscali del mese di gennaio con le scadenze del 10 del mese. Scadenze che riguardano prevalentemente operatori professionali (e in minima parte i contribuenti privati), ma che è bene comunque fissare nel calendario se di opportuna convenienza.
La giornata è innanzitutto termine ultimo per i contribuenti che sono soggetti ai regimi fiscali per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo, per trasmettere i dati contabili relativi alle operazioni effettuate nel corso del trimestre solare che precede. Gli operatori aziendali industriali dovranno invece procedere alla segnalazione al Fasi delle variazioni avvenute nel corso del trimestre precedente, con trasmissione dell’apposito modulo contenente l’indicazione del numero di posizione dell’impresa in questione.