La realtà del credito cooperativo è ormai nota a tutti in molte delle sue caratteristiche principali. La domanda che sorge spontanea, però, è piuttosto specifica: quali sono i requisiti di cui tali istituti di credito devono essere in possesso per fruire delle facilitazioni fiscali previste per gli enti che non hanno finalità speculative? La risposta è stata prontamente fornita dall’Agenzia delle Entrate, la quale ha pubblicato proprio nella giornata di ieri un apposito documento, la risoluzione 45/E. Quest’ultimo, in particolare, è stato fondamentale per rispondere a ben tre quesiti. L’obiettivo che si intende perseguire è quello di agevolare i soci delle banche in questione. Gli sconti tributari, infatti, vengono mantenuti in vita nel caso in cui la banca di credito cooperativo rispetta i requisiti di mutualità che sono previsti all’interno del codice civile, oltre a quelli di operatività prevalente con i soci (articolo 35 del Decreto legislativo 385 del 1993, il cosiddetto “Testo unico bancario”).
Accordo Italia – Svizzera ancora lontano
Un accordo Italia – Svizzera sulla trasparenza dei movimenti dei capitali non sembra vicino. Almeno stando a leggere un commento del portavoce del commissario dell’Unione Europea alla tassazione, Algirdas Semeta, di risposta alle dichiarazioni del premier italiano Mario Monti, che negli scorsi giorni aveva mostrato chiari segni di apertura nei confronti della Svizzera, raccogliendo l’interesse di ampie parti politiche.
Nell’occasione Monti aveva affermato come “un accordo sui capitali con la Svizzera, sul modello di quello di altri Paesi europei, deve avere come pre-condizione il rispetto dei trattati su lavoratori transfrontalieri, e doppia imposizione che il Canton Ticino ha sospeso unilateralmente”. Secondo Monti, l’Italia potrebbe decidere di riconsiderare l’intera materia fiscale con la Svizzera solo quando verrà risolta la vicenda dei ristorni.
I chiarimenti sul Durc delle Casse Edili
Il Durc (Documento Unico di Regolarità Contributiva) può essere considerato una vera e propria esclusiva delle casse edili: la precisazione è giunta direttamente dal Ministero del Lavoro, il quale ha voluto dirimere qualche giorno fa i dubbi relativi ai criteri di individuazione delle casse in questione, con l’obiettivo di verificare nel dettaglio la legittimazione a rilasciare tale documento. Questo vuol dire che tale strumento non può beneficiare di una emissione che deriva direttamente da organismi che operano soltanto a livello territoriale, dato che spesso non sono in possesso di alcun tipo di collegamento con la Cnce (Commissione nazionale paritetica per le Casse Edili). Il dicastero del Welfare ha voluto precisare anzitutto alcuni concetti che si riferiscono agli enti bilaterali.
Tassa barche 2012
La recente Circolare Assilea apporta alcune importanti precisazioni in merito all’estensione o alla riduzione del perimetro dei soggetti passivi sul pagamento della tassa sulle imbarcazioni. Con la circolare 15/2012, infatti, l’Associazione italiana leasing ha ricordato come “con riferimento alla soggettività passiva nel caso di locazione finanziaria” non sia previsto alcun vincolo di solidarietà della società di leasing, in analogia a quanto avviene in materia di responsabilità civile ex articolo 2054 c.c.”.
Pertanto, nell’ipotesi di mancato versamento della tassa sulle imbarcazioni, l’Agenzia delle Entrate dovrà procedere al recupero del quantum nei confronti del solo utilizzatore dell’imbarcazione, e non anche sulla società di leasing, che così come le persone fisiche non residenti fiscalmente in Italia, le persone giuridiche non abbiano sede legale in Italia e privi di una organizzazione stabile nello Stato, le persone fisiche e giuridiche che utilizzano le unità da diporto per attività di locazione e noleggio, e le persone fisiche e giuridiche che svolgono insegnamento professionale della navigazione da diporto e il diving, non sarà tenuta al pagamento dell’imposta.
Proroga di due mesi per la scadenza sullo scudo fiscale
Una delle principali scadenze fiscali che era stata fissata dall’Agenzia delle Entrate per il mese di maggio appena cominciato ha beneficiato di una proroga temporale non indifferente: si sta facendo riferimento all’imposta di bollo speciale a cadenza annuale che viene applicata sulle attività finanziarie che sono oggetto di emersione, oltre che di quella imposta straordinaria che vige sui prelievi relativi alle attività finanziarie dello stesso tipo. In sintesi, si potrebbe parlare dei tributi che gravano sui capitali rientrati grazie al cosiddetto “scudo fiscale”. Ebbene, questi adempimenti tributari vedono coinvolti diversi soggetti, vale a dire gli istituti di credito, le società di intermediazione mobiliare (Sim), le società di gestione del risparmio, le società fiduciarie e gli agenti di cambio.
Comuni italiani contro l’IMU
Patrimoniale rigida e ingiusta. Così è stata definita l’imposta municipale unica, che dal 2012 sostituisce l’imposta comunale sugli immobili, da parte del presidente dei sindaci italiani Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia. Un attacco duro e non certamente inatteso, visto e considerato che buona parte dei sindaci non sembra aver gradito l’introduzione di tale imposta da parte dell’esecutivo Monti.
“Se lo Stato ha deciso di fare una patrimoniale lo dica chiaramente: è giusto pensare ad una tassazione del patrimonio, ma il governo non si nasconda dietro la faccia dei comuni” – ha dichiarato Delrio nel corso della recente conferenza stampa convocata per illustrare i contenuti della campagna che l’Anci sta conducendo per diffondere le opportune informazioni sull’imposta municipale unica.
Gli incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia
Come ha precisato ieri la nostra amministrazione finanziaria attraverso una opportuna pubblicazione, i benefici tributari concessi per il rientro dei lavoratori in Italia rimangono validi anche se non si è provveduto a iscriversi all’Aire (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero): in pratica, questa mancanza non assume rilevanza per quel che concerne il riconoscimento, ma solamente lo svolgimento di attività di lavoro o di studio all’estero, oltre alla dimostrazione che questa stessa circostanza si è davvero verificata. La circolare 14/E di ieri dell’Agenzia delle Entrate ha consentito quindi di diradare qualche dubbio in merito alle agevolazioni fiscali che sono state introdotte dalla legge 238 del 2010 (“Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia”).
Proposte Imu una tantum
L’Imu una tantum? A nostro parere, una scelta piuttosto improbabile. Eppure c’è chi, tra le fila dei banchi parlamentari, vorrebbe eliminare l’applicazione dell’imposta municipale unica, per lo meno per le prime case, già a partire dal prossimo anno, rendendo in tal modo la nuova imposta patrimoniale una sorta di “una tantum” in grado di caratterizzare negativamente lo scenario tributario di un 2012 particolarmente arduo e complesso.
“Noi dobbiamo in tutti i modi evitare la depressione che è oltre la recessione e che si sta producendo in Italia. Dobbiamo praticare una rigorosa disciplina di bilancio, ma allo stesso tempo dobbiamo consentire la crescita e la sopravvivenza delle famiglie” – ha dichiarato Maurizio Sacconi, Pdl – “La richiesta del Pdl è che l’Imu consista in un prelievo una tantum, solo per un anno. Questo è quello che pensiamo si debba fare”.
Le rendite presunte degli immobili fantasma
Quando un immobile non viene censito e dichiarato al Catasto si parla inevitabilmente di “case fantasma”: il fenomeno è fin troppo diffuso nel nostro paese e i numeri sono eloquenti. Si spiegano in questa maniera le ultime pubblicazioni dei comuni circa le rendite presunte da ottenere direttamente da tali immobili, i quali non sono stati dichiarati in maniera spontanea dai soggetti che ne avevano interesse. Le liste in questione sono state messe a disposizioni di tutti e potranno essere consultate fino al prossimo 2 luglio, così come ha provveduto a comunicare in maniera tempestiva l’Agenzia del Territorio. Queste rendite, comunque, sono pur sempre transitorie, ma rappresentano una consultazione davvero utile e preziosa per tutti i soggetti interessati, in primis gli uffici provinciali della stessa Agenzia.
Sanzioni antiriciclaggio 2012
Nonostante le sanzioni per il mancato rispetto della normativa antiriciclaggio siano particolarmente salate (in alcune ipotesi è previsto anche un risvolto penale) non sono pochi gli studi professionali che si “dimenticano” di adeguarsi. Cerchiamo pertanto di comprendere quali sono gli errori più comuni, grazie a una recente e interessante inchiesta compiuta dal quotidiano Italia Oggi, che ha osservato le principali inefficienze degli studi italiani.
Le percentuali di inefficienze più elevate si riscontrano certamente nel merito delle operazioni sospette: solamente l’1% degli studi professionali indagati avrebbe effettuato delle ordinarie e puntuali segnalazioni sulle operazioni sospette ai fini del riciclaggio del denaro. Solamente il 10% degli studi procederebbe all’effettuazione delle valutazioni del rischio, con una percentuale che rimane al di sotto del 20% per il controllo costante della clientela e per la registrazione in archivio. La percentuale è migliore, ma pur sempre intorno al 50%, per quanto concerne le verifiche e i controlli sulle limitazioni all’uso del denaro contante e per l’adeguata verifica della clientela e della redazione del fascicolo clienti.
Cassazione: valida la confisca dei crediti nelle frodi carosello
La sentenza 15186 della Corte dei Cassazione risale allo scorso 19 aprile, ma ha una valenza rilevante dal punto di vista fiscale che è necessario approfondirla nel dettaglio: la pronuncia dei giudici di Piazza Cavour si è resa necessaria per dirimere i dubbi in merito a una vicenda legata alle cosiddette frodi carosello, vale a dire quando delle società fittizie vengono create col solo scopo di non pagare le tasse e in particolare l’Imposta sul Valore Aggiunto. Ebbene, gli “ermellini” hanno stabilito che nel caso di specie può ritenersi legittima la confisca di tutti quei crediti che sono vantati dalla società indagata nei confronti dell’altra. Il sequestro preventivo per fini di confisca era stato disposto dal Gip (Giudice per le Indagini Preliminari), alla luce di una inchiesta che aveva appurato le frodi carosello in questione, sfruttate con il preciso intento di beneficiare di crediti Iva fittizi.
Peso dell’IMU sugli affitti
Considerato che l’IMU andrà a gravare notevolmente sulle spalle dei proprietari immobiliari di prime e (soprattutto) seconde case, ci si domanda quale potrebbe essere l’influenza negativa esercitata dalla nuova imposta municipale unica nel settore delle locazioni. In altri termini, quanto possibilità ci sono che i proprietari immobiliari decidano di “girare” il peso dell’IMU agli inquilini, con rincari degli affitti?
Secondo quanto rilevato da un recente sondaggio effettuato da Solo Affitti nell’area milanese, solamente un nuovo contratto di locazione su dieci (11%) avrebbe fatto registrare, in Italia, un aumento dei canoni (entro 100 euro) a causa dell’applicazione dell’imposta municiaple unica, con punte sostanzialmente più elevate laddove il valore catastale degli appartamenti è sensibilmente più elevato.
In altri termini, secondo quanto emerge da Solo Affitti, l’89% degli affiliati intervistati non avrebbe riscontrato alcun aumento del canone da parte dei proprietari dell’immobili. Allargando lo spettro dell’analisi, e guardando pertanto alle macro-aree del Paese, il nord ovest e il centro rispecchiano la media nazionale, mentre è nel nord est la percentuale maggiore (il 93%) di agenti che non ha rilevato aumenti nei contratti di locazione firmati da gennaio ad oggi.
Il Codacons lancia il Caf a costo zero
Il sogno di una fiscalità a costi ridotti o addirittura nulli culla le menti di moltissimi contribuenti: un piccolo passo in questa direzione è stato compiuto grazie al Codacons, il quale ha deciso di lanciare in Abruzzo proprio un Centro di Assistenza Fiscale (Caf) del tutto gratuito. Il progetto del Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell’Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori, tra le principali associazioni dei consumatori del nostro paese, è molto ambizioso e punta alla fornitura di assistenza tributaria a tutti quei cittadini che ne avessero bisogno. In particolare, il riferimento non può che andare alla compilazione dei vari modelli, in primis il 730, Unico, l’Isee, l’Iseeu, il Red e molto altro. In aggiunta, bisogna precisare che l’assistenza fornita per il modello F24 dovrà invece essere accompagnata dalla sottoscrizione della tessera in qualità di socio aggregato dello stesso Codacons (il prezzo in questione è pari a dieci euro).
Obiettivo riscossione tasse 2012
Il governo Monti desidera incassare almeno 15 miliardi di euro dal recupero dell’evasione nel corso del 2012. a sostenerlo sono gli obiettivi di riscossione che stanno pervenendo alle direzioni regionali dell’Agenzia delle Entrate, documenti con i quali, con periodicità annuale, lo Stato stabilisce l’obiettivo monetario di riscossione, tra cui è presente – ovviamente – anche quella derivante dalla lotta all’evasione.
Stando a quanto affermano gli obiettivi suddetti, per l’anno 2012 la metà è stata innalzata di ben un quarto rispetto all’anno precedente, visto e considerato che nel 2011 il totale per la riscossione era stato pari a 12,7 miliardi di euro, a sua volta accrescciuto del 15,5% rispetto agli 11 miliardi di euro del 2010. Un ammontare nel quale sono altresì ricomprese ulteriori voci, principalmente costituiti dai versamenti diretti provenienti dalle tassazioni separate, dagli atti giudiziari, e così via.