Le ultime modifiche legislative all’Ivie

L’Ivie è uno dei nuovi tributi con cui diversi contribuenti dovranno avere a che fare: si tratta infatti dell’Imposta sul Valore degli Immobili all’Estero, una misura che ha comunque beneficiato di qualche cambiamento dopo le ultime pubblicazioni della Gazzetta Ufficiale. In particolare, come previsto dalla legge 44 di quest’anno (“Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento”), la tassa in questione non è mai dovuta nel caso l’importo dovesse essere inferiore ai duecento euro. Allo stesso modo, questo testo normativo ha precisato altre deduzioni, facendo riferimento all’Imposta di Scopo reintrodotta dal governo Monti. L’Ivie esiste già da diverso tempo, tanto che il suo primo pagamento è stato previsto e fissato per l’anno d’imposta 2011; si sta parlando di un’aliquota che è pari a 0,76 punti percentuali del costo totale che risulta dall’acquisto immobiliare o altri contratti simili.

Accertamenti esecutivi 2012

Il decreto fiscale ha apportato alcune novità in merito alle modalità di effettuazione degli accertamenti esecutivi. Andiamo quindi a riepilogare quali sono i termini delle nuove possibilità accertative, e in che modo Inps, Agenzia delle Dogane e Agenzia delle Entrate possono procedere nella gestione dei procedimenti stessi.

Partiamo con l’Agenzia delle Entrate con la quale, più spesso che volentieri, i contribuenti italiani si trovano a dover fare i conti. Le Entrate potranno esser protagonisti di accertamenti esecutivi su una vasta gamma di oggetti della pretesa (dalle imposte dirette all’Irap, passando per l’Iva, gli atti di irrogazione delle sanzioni, le somme dovute a seguito di perdita del beneficio della rateazione del quantum risultante da conciliazione giudiziale, somme dovute a seguito di accertamenti impugnati, divenuti definitivi) con decorrenza dal 1 ottobre 2011 per contestazioni riguardanti gli anni dal 2007 in poi.

L’Inps fa cassa con gli avvisi di addebito

L’Inps sta provvedendo a distribuire in maniera capillare tutte le competenze che si riferiscono alla gestione degli avvisi di addebito e delle varie cartelle di pagamento: questa operazione viene letta come un modo sicuro per fare cassa, anche perché l’ente previdenziale è impegnato a scongiurare qualsiasi tipo di ritardo per quel che riguarda gli uffici, attraverso sospensioni giudiziarie che possano non arrecare alcun tipo di pregiudizio al recupero coattivo. Tutto questo emerge con una certa chiarezza da uno degli ultimi messaggi dell’istituto, il quale ha voluto mettere in luce quali sono le competenze per la gestione dei provvedimenti da affibbiare alle direzioni provinciali: volendo essere ancora più precisi, si tratta di avvisi e cartelle che non superano i 500mila euro, con una data effettiva che sarà fatta cominciare proprio dalla giornata di domani. Quali sono le principali novità in questo senso?

Tasse nocive per la crescita economica

Le tasse fanno male alla crescita economica, o quasi. A sostenerlo è stato il presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, recentemente impegnato in un’audizione al Parlamento Europeo. “Un consolidamento fiscale attuato solo attraverso l’aumento delle tasse” – ha dichiarato Draghi – “è sicuramente recessivo”. Un riferimento più o meno indiretto a quanto sta accadendo in Italia, confortato dal fatto che a suscitare la risposta del presidente dell’Eurotower sia stata proprio una domanda avanzata da un europarlamentare italiano.

Ad ogni modo, le dichiarazioni di Mario Draghi sono state certamente di più ampio respiro, ma tutto sommato finalizzate a sostenere che per la crescita e per il lavoro va data una priorità al rigore dei conti pubblici, che è altresì l’unica strada per ritrovare la fiducia degli investitori internazionali. Investitori che sembrano esser tornati ad affacciarsi – pur tiepidamente – sul vecchio Continente, del quale tuttavia osservano ancora con grande preoccupazione il deteriorarsi di alcune fondamentali.

L’Inail riduce il premio per l’autotrasporto

Il protocollo 2737 che è stato reso noto dall’Inail ha messo chiaramente in luce come verrà a breve attuato un taglio dei premi per quel che concerne l’autotrasporto del nostro paese: tutti gli incentivi in questione possono essere recuperati mediante una operazione in compensazione, avvalendosi del modello F24, con due scenari possibili da questo punto di vista. Il primo coinvolge coloro che hanno provveduto a pagare il premio in questione in un’unica soluzione e nel rispetto della scadenza prevista per l’autoliquidazione (lo scorso 16 febbraio per la precisione), mentre il secondo prende in esame la seconda rata che scadrà a breve, vale a dire il prossimo 16 maggio (soluzione delle quattro rate). In questo caso, sono state coinvolte tutte quelle aziende che sono solite esercitare delle attività di autotrasporto delle merci in conto terzi: le gestioni previste da tale riduzione sono quelle dell’industria, dell’artigianato e del settore terziario, senza dimenticare quelle imprese che hanno invece l’abitudine di pagare i premi speciali unitari.

Risultati inizio 2012 sulla lotta all’evasione

I risultati della lotta all’evasione per l’inizio d’anno sarebbero incoraggianti, tanto da far sperare nel mantenimento e nel superamento delle previsioni stabilite per l’intero esercizio fiscale. “Siamo solo ad aprile e per i dati è ancora presto” – ha dichiarato il merito Attilio Befera, direttore generale dell’Agenzia delle Entrate – “ma sul fronte delle entrate del recupero dell’evasione i primi segnali sono positivi, e ci sono anche segnali di entrate aumentate derivanti dall’autotassazione”.

Successivamente, interessato da una domanda sui recenti blitz in alcune delle località commerciali e di servizio più note d’Italia, Befera ha precisato che le imprese e i negozi controllati erano già stati oggetto di precedente segnalazione. “Siamo andati a visitare delle imprese per le quali avevamo forti segnali di evasione” – ha aggiunto il direttore generale delle Entrate, che ha poi compiuto un piccolo passo informativo nei confronti dell redditometro, “uno strumento che non misura la ricchezza, bensì la spesa”.

Ultimi due giorni per il rendiconto degli enti non profit

Mancano appena due giorni alla scadenza fiscale prevista per la redazione del rendiconto da parte degli enti non profit: entrando maggiormente nel dettaglio, il termine del 30 aprile è stato fissato per mettere a punto questa rendicontazione che deve tenere conto di tutte le regole che sono previste per le scritture contabili, ricordando che la redazione deve aver luogo entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio vero e proprio. Quali sono le altre disposizioni che bisogna tenere bene a mente in questo caso? Tale scadenza si rivolge a degli enti piuttosto specifici, dunque è necessario approfondire le loro caratteristiche. Anzitutto, si tratta degli enti non commerciali che danno vita a delle raccolte pubbliche di fondi: gli esempi sono davvero molti, perfino le associazioni sportive dilettantistiche, quelle senza alcun fine di lucro e le cosiddette pro-loco.

Peso tasse sugli stipendi

Quanto pesano le tasse e i contributi sugli stipendi degli italiani? Sicuramente molto, sosterrà la stragrande maggioranza dei nostri lettori (e, a nostra opinione, a sostanziale ragione). Se tuttavia si vuole ridurre l’approssimazione nella risposta, si può ben dare un’occhiata a quanto affermato dal recente studio della Cgia di Mestre, seconco cui il fisco e i contributi previdenziali starebbero continuando a erogdere la quota “libera” degli stipendi e dei salari.

Secondo le analisi effettuate dal centro studi, infatti, un operaio occupato nell’industria con uno stipendio mensile netto di 1.226 euro, costerebbe al suo titolare 2.251 euro. Un importo determinato dalla sommatoria della remunerazione lorda, per 1.672 euro, e dal prelievo a carico del datore di lavoro, pari a 568 euro.

I buoni lavoro dell’Inps

I buoni lavoro dell’Inps meritano un approfondimento per capire meglio come funzionano e quali sono le loro utilità. Anzitutto, essi possono essere definiti come una sorta di pagamento speciale, il quale può essere realizzato attraverso una opportuna retribuzione delle prestazioni occasionali: c’è però da precisare che il versamento in questione può anche avvenire in un’altra maniera, ovvero attraverso l’apposito meccanismo che prevede dei buoni che hanno un valore nominale non inferiore ai dieci euro. Ovviamente, come si sarà già capito, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale è l’ente che è incaricato di emettere questi buoni, mettendo a disposizione anche un buono multiplo di valore pari a cinquanta euro, ogni volta che se ne presentano cinque che non sono separabili tra di loro.

Caratteristiche dell’Iri

Tra le tante novità del disegno di delega sulla revisione del sistema fiscale, le imprese e i professionisti faranno bene a tenere a mente la comparsa dell’Iri, la nuova imposta sul reddito imprenditoriale, applicata a qualsiasi forma prescelta per l’esercizio dell’attività, con aliquote tendenzialmente più basse di quanto attualmente previsto per l’Ires, l’imposta sul reddito delle società.

A leggere tra le righe del provvedimento dell’esecutivo, è facile comprendere quale sia stata l’idea di base che ha portato alla nascita dell’Iri. Per il governo, il riordino del sistema di tassazione dei redditi di impresa e da lavoro autonomo non può che passare attraverso la scissione in due componenti dell’attuale unico reddito, assoggettandolo invece a due differenti regimi fiscali. Da una parte, pertanto, il reddito proprio dell’attività imprenditoriale o professionale, da tassare come avviene oggi con l’Ires, ma con la nuova imposta sul reddito imprenditoriale. Dall’altra, il reddito che invece l’imprenditore o il lavoro autonomo ritrae dall’attività, che verrà tassato in capo a quest’ultimo come reddito soggetto a Irpef.

Ultime tre settimane per la scadenza dei contribuenti Iva

La data del prossimo 16 maggio può sembrare lontana, ma va monitorata in maniera costante da tutti i contribuenti Iva che ha optato per un pagamento ben preciso dell’Imposta sul Valore Aggiunto: si tratta, infatti, della scadenza che la nostra amministrazione finanziaria ha predisposto per il versamento nella forma rateale del tributo nel 2011, visto che il consueto appuntamento di maggio si riferisce alla terza rata che risulta dalla dichiarazione annuale. In questo caso, poi, occorre ricordare che esiste anche una maggiorazione su base mensile di 0,33 punti percentuali, senza alcuna distinzione per quel che concerne il giorno in cui è stato effettuato il versamento. L’intera operazione viene posta in essere mediante il modello F24 in formato elettronico, ma soprattutto avvalendosi di una serie di codici tributo che sono noti da diverso tempo.

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Quanto costa il pareggio di bilancio

Secondo quanto affermato da un recentissimo studio della Cgia di Mestre, nel triennio 2012 / 2014 il raggiungimento dell’obiettivo del pareggio di bilancio costerà ai cittadini italiani più di 87 miliardi di euro di tasse in più rispetto a quanto corrisposto al Fisco nel triennio precedente. Se inoltre alle misure introdotte dal Governo Monti si sommano quelle introdotte l’estate scorsa dal precedente esecutivo Berlusconi, nel triennio 2012 / 2014 il peso fiscale medio per ogni famiglia sarà pari a 8.200 euro circa.

In particolare, sostiene la Cgia di Mestre nell’analisi sul Salva Italia e sul disegno di legge sul mercato del lavoro, e sugli effetti conseguenti, “se nel prossimo mese di ottobre l’esecutivo aumenterà l’Iva, nel 2012 i contribuenti italiani pagheranno 19,9 miliardi di tasse in più rispetto al 2011. Nel 2013, invece, si ritroveranno con un maggiore aggravio fiscale, rispetto a due anni prima, pari a 32,5 miliardi di euro. Tra due anni, infine, il peso delle nuove imposte, rispetto a tre anni prima, sarà di 34,8 miliardi”.

Tassa sulle imbarcazioni: il modello F24 Elementi Identificativi

Entro il prossimo 31 maggio sarà necessario provvedere al versamento della tassa annuale sulle imbarcazioni: per essere in regola in tal senso è necessario utilizzare il modello “F24 Elementi Identificativi”, come è stato stabilito in maniera opportuna da un apposito provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, documento che reca la data di ieri. Il modello in questione beneficia inoltre delle modifiche e delle introduzioni sia del Decreto Salva Italia che del Decreto legge sulle semplificazioni fiscali, tanto che si può fare riferimento per ogni operazione alla risoluzione 39/E della stessa amministrazione finanziaria, visto che è quella che ha introdotto i codici tributo necessari. L’imposta in questione prevede che vengano tassate tutte le imbarcazioni da diporto che vantano una lunghezza superiore ai dieci metri, una misura che si riferisce allo scafo, il quale determina poi l’importo complessivo.

Nuovo modello F24 semplificato

Stando a quanto emerge a mezzo stampa nelle ultime ore – con parvenza di esser ben più di una semplice indiscrezione – già nei prossimi giorni l’Agenzia delle Entrate dovrebbe partorire un nuovo modello F24 semplificato, per consentire un più celere e intuitivo versamento dell’imposta municipale unica.

Un modello che andrebbe pertanto ad aggiungersi – e non sostituire – il modello F24 già licenziato dalle Entrate (che ha in sintesi sostituito la dicitura ICI con la nuova IMU) e che dovrebbe essere formalizzato sulla base di quanto anticipato all’interno del recente convegno “Dall’Ici all’Imu: superare le criticità nell’assistenza fiscale e cogliere le opportunità di semplificazione per il contribuente”, organizzato dalla Consulenta nazionale dei Caf.