I capitali scudati verranno sottoposti a una tassazione piuttosto particolare: in particolare, bisogna comprendere quali saranno le basi imponibili, le percentuali d’imposta le date entro le quali pagare il tributo per il triennio compreso tra lo scorso anno e il 2013. Come ha previsto in maniera chiara e inequivocabile il Decreto Salva-Italia, tutti quei capitali che sono stati fatti rimpatriare nei periodi 2001-2002 e 2009-2010 beneficeranno di un’imposta di bollo tutta speciale con validità annuale. Questo tributo, infatti, va versato con le aliquote del dieci per mille, limitatamente all’anno attualmente in corso, e del 13,5 per mille in merito al 2013, mentre gli anni successivi avranno come riferimento un’aliquota del quattro per mille. Questo vuol dire dunque che le percentuali appena menzionate non sono altro che la misura del valore delle attività segretate al 31 dicembre dello scorso anno.
Scadenze fiscali di metà febbraio – parte 2
Proseguiamo oggi il nostro appuntamento con il riepilogo delle principali scadenze fiscali di metà febbraio. La giornata del 15 è termine ultimo – per le imprese che operano nel settore della grande distribuzione – per procedere all’invio dei corrispettivi inerenti alle operazioni effettuate nel mese precedente, con trasmissione esclusivamente in via telematica, che risulti distintamente per ciascun punto vendita e per ciascuna giornata, che riguardi tutti i corrispettivi delle cessioni di beni o prestazioni di servizi, e che risulti eseguita anche per le giornate in cui sussiste assenza di corrispettivi.
Sempre nel 15 febbraio scade il termine per coloro che desiderano rateizzare il canone rai in un massimo di undici quote mensili, senza interessi, percependo una pensione inferiore ai 18 mila euro annui. Per quanto concerne invece i produttori agricoli, scade il termine per poter effettuare un’unica annotazione cumulativa nel registro Iva dei corrispettivi, per quanto concerne le cessioni di beni poste in essere nei riguardi di soggetti privati consumatori nel mese di gennaio.
Operazioni intracomunitarie, l’iscrizione al sistema Vies
La fatturazione delle attività di una ditta individuale rappresenta sempre un momento molto delicato e da perfezionare nel minimo dettaglio: in particolare, un aspetto da tenere sempre sott’occhio è quello delle cosiddette operazioni intracomunitarie, anche perché circa un anno fa l’Unione Europea ha espressamente previsto come tali attività richiedano necessariamente l’iscrizione al Vies (Vat Information Exchange System), il sistema di scambi automatici tra le amministrazioni finanziarie dei paesi comunitari. Come vanno compilate le fatture in questo caso e quindi annotata l’Imposta sul Valore Aggiunto? L’iscrizione al sistema appena accennato è previsto anche dal Decreto legge 78 del 2010, il quale l’ha imposta come un vero e proprio obbligo. Secondo una circolare della scorsa estate dell’Agenzia delle Entrate, inoltre, questa stessa iscrizione è fondamentale anche per quei contribuenti che sono soliti ricevere delle prestazioni di servizi da parte di soggetti comunitari.
Decreto Severino, cosa cambia per i debitori
Presto potrebbero entrare in vigore interessanti novità per tutti quei debitori (come i consumatori), a cui non si applicano le procedure concorsuali. Stando al contenuto della bozza del provvedimento, infatti, costoro avranno la possibilità di estinguere le proprie obbligazioni secondo un piano di rientro parziale che verrà concordato con i creditori e poi omologato dal tribunale.
L’obiettivo del decreto Severino (il dl 212/2011) è fondamentalmente quello di levare parte del carico lavorativo delle cause civili, introducendo una via di risoluzione e di ristrutturazione dei debiti maggiormente tutelativa per le parti. Ad ogni modo, il provvedimento non sembra aver convinto poi tutto, come ad esempio le principali associazioni di avvocati, che vedono privarsi di una buona parte del proprio raggio di azione, per altro già intaccato dalle sfere della mediazione e della conciliazione.
Inps-Copagri Marche, la riscossione dei contributi sindacali
La convenzione tra l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale e la Confederazione Produttori Agricoli delle Marche (Copagri Marche) ha avuto come oggetto principale la riscossione dei contributi sindacali relativi alla prestazioni pensionistiche: in particolare, lo stesso Inps ha messo in luce in una apposita circolare di due giorni fa le modifiche che sono state apportate al piano dei conti, senza dimenticare le istruzioni operative per la procedura in questione. L’intesa è stata firma esattamente lo scorso 2 dicembre: a chi si rivolge nello specifico? Il servizio viene incontro soprattutto a quei soggetti che sono titolari di una pensione diretta, indiretta oppure di reversibilità, il tutto a carico dell’assicurazione generale obbligatoria dei dipendenti. La delega in questione, inoltre, va rilasciata e sottoscritta nei confronti del titolare della pensione, mentre la controfirma spetta al responsabile locale della confederazione marchigiana.
Scadenze fiscali, gli appuntamenti di metà febbraio – parte 1
Iniziamo oggi a evidenziare l’elenco delle principali scadenze fiscali del 15 e del 16 febbraio. Una metà del mese che, come sempre, riserva una ricca serie di appuntamenti con l’Agenzia delle Entrate, che è bene cerchiare in rosso sul calendario al fine di non incorrere in sanzioni pecuniarie e amministrative più o meno significative.
Ricordiamo pertanto come mercoledì 15 scada il termine, per gli agriturismi, per annotare nel registro Iva i corrispettivi degli ammontari inerenti le operazioni effettuate nel corso del precedente mese di gennaio. Entro la stessa data, le associazioni sportive dilettantistiche, quelle senza scopo di lucro e le associazioni pro loco dovranno eseguire l’annotazione (anche in un’unica registrazione) dell’ammontare dei corrispettivi e di altri proventi conseguiti nell’ambito dell’attività commerciale posta in essere.
L’Agenzia delle Entrate chiarisce l’assegnazione di azioni proprie
La nostra amministrazione finanziaria ha deciso di intervenire proprio nel corso della giornata di ieri per spiegare l’argomento relativo alle azioni proprie di una compagnia che devono essere assegnate ai soci: la risoluzione 12/E ha comunque approfondito un argomento già toccato nel 2011, quando era stato specificato come questi stessi titoli dovessero essere trattati alla stregua di utili che passano a capitale sociale dal punto di vista tributario. La contabilità prevista in ambito civilistico, però, è diversa da quella internazionale (i cosiddetti principi Ias-Ifrs), visto che non contempla l’iscrizione di tali azioni nell’attivo del bilancio stesso, ma soltanto di una posta patrimoniale. Quindi, visto che l’assegnazione dei titoli non dà luogo a un trasferimento di ricchezza, l’investimento non può essere configurato come una distribuzione di un dividendo in natura.
Commercialisti contro la riforma dei collegi sindacali
Come abbiamo evidenziato pochi giorni fa, la riforma del collegio sindacale delle società di capitali rischia di sconvolgere il novero delle possibilità in mano alle singole persone giuridiche, introducendo un sindaco unico per alcune categorie di società, ed estenendo i limiti quantitativi al di sotto dei quali anche le società per azioni possono evitare di adottare la forma di controllo del collegio sindacale.
Tra i numerosi oppositori alla riforma dei collegi sindacali anche i commercialisti, che sottolineano come la crisi sia nata anche a causa della scarsità dei controlli societari e, pertanto, della privazione di adeguate misure di tutela del sistema economico, a danno dell’intera collettività, con destabilizzazione della crescita sostenibile delle singole imprese e degli interi comparti di appartenenza relativa.
Imposta sugli aeromobili privati, i codici tributo per l’F24
Risale a qualche giorno fa la circolare con cui l’Agenzia delle Entrate ha reso noti tutti gli adempimenti relativi all’imposta erariale sugli aeromobili privati: si tratta di un tributo che è stato introdotto dalle recenti manovre del governo Monti, quindi ora bisognava conoscere tutte le modalità per il pagamento ed è per questo motivo che sono stati istituti gli appositi codici tributo da utilizzare nel modello F24. Gli aeromobili in questione sono quelli privati e la cui immatricolazione risulta essere presente nel registro aeronautico nazionale; in aggiunta, bisogna considerare anche i mezzi che non sono immatricolati, ma che sostano nel nostro paese per oltre due giorni. Il modello di riferimento è l’F24-Versamenti con elementi identificativi. Volendo essere ancora più precisi, c’è da sottolineare come i codici tributo in questione siano esattamente tre: il codice 3368, infatti, è stato introdotto per l’imposta erariale vera e propria, mentre i codici 8935 e 1930 servono, rispettivamente a indicare la sanzione e gli interessi sul ravvedimento.
Controlli societari, cosa cambia con il decreto sulle liberalizzazioni
Il decreto sulle liberalizzazioni ha apportato diverse novità in ambito societario. Una di queste, sulle quali desideriamo compiere un atto di chiarezza attraverso queste poche righe, è relativo alla sorveglianza nelle società di capitali, con la possibilità di usufruire di un sindaco unico anche nelle società per azioni (possibilità che diviene invece una regola nelle società a responsabilità limitate).
La novità è contenuta nell’articolo 36 del decreto, rubricato “Disposizioni in materia di controllo societario”, laddove si effettua l’opportuna modifica all’articolo 2397, terzo comma, del Codice Civile, introducendo le riforme in materia di normativa sulla presenza del collegio sindacale nelle società per azioni, e sua composizione, con possibilità o obbligo di nomina del collegio sindacale a seconda delle dimensioni della stessa struttura societaria.
Contributi associativi: la convenzione tra Inps e Confasi
Inps e Confasi sono più uniti che mai nella riscossione dei contributi associativi: in effetti, come emerge chiaramente da una delle ultime circolari dell’ente previdenziale, quest’ultimo e la Confederazione Autonoma Sindacati Italiani hanno dato vita a una importante convenzione per riscuotere appunto le quote degli artigiani e dei commercianti, il tutto in conformità a quanto stabilito dalla Legge 311 del 1973. La convenzione risale comunque allo scorso mese di settembre, ma l’Inps stesso ha voluto precisare alcune istruzioni utili per comprendere meglio queste operazioni così importanti. Anzitutto, i contributi in questione vanno riscossi in maniera ben precisa, vale a dire in modo congiunto a un’altra riscossione, quella dei contributi obbligatori.
IVA Trimestrale, attenzione al fatturato
Secondo quanto stabilito dall’art. 14 della l. 183/2011, con decorrenza 2012, i limiti per avvalersi della possibilità di effettuare con cadenza trimestrale (in alternativa a quella mensile) le operazioni di liquidazione e di versamento dell’imposta sul valore aggiunto, sono variati: con il nuovo anno, infatti, i limiti sono stati agganciati a quelli stabiliti per l’accesso alla contabilità semplificata ai fini delle imposte sul reddito.
Come conseguenza di quanto sopra, occorrerà prendere in considerazione alcune soglie quantitative conseguite (o meno) nel corso dell’anno solare precedente: 400 mila euro per quanto concerne i soggetti che svolgono attività di servizi o attività professionali (contro i 309.874,14 euro dello scorso anno); 700 mila euro per i soggetti che svolgono altre attività (fino allo scorso anno, 516.456,90 euro).
Le variazioni degli importi per le indennità antitubercolari
La circolare numero 15 dell’Inps di due giorni fa ha avuto come oggetto un argomento molto particolare, vale a dire le cosiddette indennità antitubercolari: nello specifico, l’ente previdenziale ha voluto comunicare quali sono le variazioni degli importi da corrispondere a titolo di indennità secondo le percentuali indicate dal Ministero dell’Economia. Il riferimento normativo di base è rappresentato da Decreto dello stesso dicastero dello scorso 18 gennaio (“Determinazione del tasso di interesse da applicare ai mutui stipulati nell’ambito degli interventi di ristrutturazione e ammodernamento del patrimonio sanitario pubblico”), più precisamente i primi due articoli del testo. In effetti, si parla chiaramente di variazioni percentuali, ovvero l’1,6% e il 2,6%, a partire rispettivamente dal 1° gennaio 2011 e 2012, ragione per la quale deve essere dato il via alla rideterminazione economica.
Redditometro 2012, cresce l’attesa sulle nuovi voci di spesa
Quali saranno le voci che rientreranno all’interno delle verifiche incrociate effettuate dal Redditometro 2012, il nuovo strumento in mano all’Agenzia delle Entrate per cercare di individuare gli evasori. Quel che sembra pressochè certo è che nel corposo elenco di voci monitorate dal Fisco saranno ricompresi tutti gli investimenti immobiliari, dalle prime alle seconde case, passando per pertinenze e immobili ad uso non abitativo.
Particolare e specifica attenzione anche sul fronte degli investimenti in auto, moto, barche e aerei privati, oltre alle coperture assicurative sui mezzi e sulla persona (oltre che, ovviamente, sui prodotti di banca assicurazione). All’interno delle mura domestiche, monitorati i rapporti di collaborazione domestica, le relazioni con colf e badanti, e così via.