Leasing, come funziona la comunicazione dei contratti

È slittato al 31 gennaio 2012 il termine per la trasmissione dei dati e delle notizie sui contratti di leasing. A dirlo è un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate (il n. 2011/165979 del 21 novembre), che ha modificato il termine precedentemente fissato nella data del 31 dicembre 2011. Si avrà pertanto un mese in più di tempo per poter procedere al compimento della comunicazione dei contratti delle locazioni e dei noleggi.

Il provvedimento proroga infatti al 31 gennaio la scadenza unica di invio di tutte le comunicazioni relative ai periodi di imposta 2009 e 2010: una dilazione del termine che permetterà ai tecnici dell’Agenzia delle Entrate di adeguare la procedura di verifica e di controllo dei file inviati, e ai contribuenti interessati di poter procedere con maggior calma e perizia alla trasmissione di tutti i dati richiesti dal provvedimento delle Agenzie.

F24: le causali nuove o ridenominate dell’Inpdap

Sono ben quarantasette le causali che sono associate a varie casse della previdenza del nostro paese, ma che sono comunque accomunate dal fatto che l’amministrazione spetta all’Inpdap, l’Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica. A dire la verità, non si tratta solamente di novità e innovazioni, ma anche di causali che erano già state introdotte e che ora vengono nuovamente denominate. Di cosa si tratta di preciso? La gestione delle pensioni pubbliche beneficia in questo caso di causali che sono quanto mai necessarie e utili per far confluire i contributi in questione, vale a dire quelli che sono dovuti all’istituto stesso. Le operazioni a cui si sta facendo riferimento avvengono mediante l’utilizzo del modello F24.

Acconti 2011, riduzione estesa anche ai minimi e alla cedolare secca

L’Agenzia delle Entrate ha recentemente emanato un comunicato che estende gli effetti della riduzione degli acconti Irpef 2011 anche ai minimi e agli acconti della cedolare secca 2011. Il comunicato chiarisce pertanto uno dei punti oscuri del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 21 novembre 2011, all’interno del quale era prevista anche il differimento del versamento di 17 punti percentuali dell’acconto Irpef dovuto per il periodo di imposta 2011.

Il comunicato estende di fatto il differimento del versamento anche a quello della seconda o unica rata dell’acconto della cedolare secca sugli affitti, e dell’imposta sostitutiva, dovuta da coloro che applicano il regime dei minimi. Ma, considerate queste ulteriori premesse, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza su questo tema, che riguarda milioni di cittadini italiani, per una scadenza urgente (oggi, 30 novembre 2011).

Le nuove misure dello Sportello Unico per le Attività Produttive

Risale ormai a dodici Gazzette Ufficiali fa la pubblicazione del Decreto del 10 novembre 2011 da parte di due ministeri, vale a dire quello dello Sviluppo Economico e quello della Semplificazione Normativa: non si tratta di un semplice testo normativo, ma di un decreto fondamentale, visto che ha introdotto le misure per potenziare il cosiddetto Sportello Unico per le Attività Produttive (abbreviato solitamente con la sigla Suap). Di cosa si tratta esattamente? La legge in questione assumerà una rilevanza fondamentale nel risolvere e disciplinare alcune problematiche: in particolare, il riferimento deve andare alla mancanza di modulistica dello Sportello Unico, all’assenza di un sistema di pagamento di tipo informatizzato, alle modalità di versamento dell’imposta di bollo, al rilascio delle ricevute fiscali, alle attività che vengono poste in essere attraverso una opportuna delega dalla Camera di Commercio e alle procedure di emergenza in caso di allegati piuttosto voluminosi.

Contributi Gestione Separata INPS più “cari” dal 2012

Dal 1 gennaio 2012 scatta l’aumento dei contributi previdenziali delle persone iscritte alla Gestione separata dell’INPS. Un aumento concretizzato in un apprezzamento dei versamenti pari a un punto percentuale, come previsto dall’art. 22 comma 1 della Legge di stabilità recentemente approvata. L’aumento interessa inoltre non solamente gli iscritti “in senso stretto” alla Gestione separata, quanto anche i pensionati, e i soggetti assicurati presso altre forme previdenziali.

Le nuove aliquote in programma diventeranno pertanto pari al 27,72% (contro il precedente 26,72%) per quanto concerne i soggetti iscritti alla sola Gestione separata, e pari al 18% (contro il precedente 17%) per quanto invece riguarda i soggetti che risultano essere iscritti anche a un’altra Gestione previdenziale.

irpef

Acconto irpef: la riduzione per cedolare secca e contribuenti minimi

Si è parlato diffusamente del Dpcm dello scorso 21 novembre: non si è trattato di un semplice testo normativo, ma del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che è intervenuto direttamente sull’Irpef. Come è ormai noto, l’acconto dell’imposta relativo al mese attualmente in corso è stato ridotto di diciassette punti percentuali (dal 99 all’82%) e il conseguente differimento del pagamento in questione per quel che concerne il periodo d’imposta del 2011. La novità deve essere ampliata nella sua strutturazione, quindi bisogna comprendere tutti i soggetti che vi sono coinvolti. Ad esempio, dettaglio non certo trascurabile, il minor acconto viene ad essere applicato anche al versamento della seconda rata o in alternativa del versamento unico relativo alla cosiddetto regime della cedolare secca sugli affitti.

Pec, comunicazione non necessaria per le società in fallimento

Come noto, mancano poche ore al termine ultimo per poter comunicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata al Registro delle Impese (sarà comunque possibile evitare sanzioni fino al 31 dicembre 2011). Un obbligo che coinvolge tutte le imprese di “vecchia” costituzione, assumendo come dato di fatto la necessaria comunicazione della Pec per le nuove imprese in fase di realizzazione, per le quali la trasmissione di questo dato al Registro delle Imprese è contestuale alla procedura di iscrizione.

Nel corso degli ultimi giorni, il Ministero dello Sviluppo economico è intervenuto nuovamente in materia, andando a regolarmentare con un proprio parere il trattamento di tale dato nei confronti delle società in liquidazione, e nei confronti delle società in fallimento. Un parere che contribuisce a chiarire in maniera – speriamo – definitiva, una questione che fu sollevata da diverse parti nel corso delle più recenti settimane.

Fatturazione differita: la scadenza del 15 dicembre

Il mese di dicembre si sta avvicinando sempre più e col suo inizio bisognerà fare i conti con le nuove scadenze fiscali già fissate da tempo: una di queste (il 15 dicembre per la precisione) è quella relativa alla cosiddetta fatturazione differita, la quale si riferisce a tutte quelle imprese e a coloro che esercitano arti e professioni e che sono soggetti all’Imposta sul Valore Aggiunto. In pratica, il differimento riguarda i beni che sono stati consegnati o sottoposti a spedizione nel corso di questo mese di novembre. Quali sono esattamente le caratteristiche principali della fatturazione differita? Quest’ultima ha luogo soltanto nel caso di cessioni di beni mobili che sono accompagnate anche da un documento, vale a dire la bolla di consegna, oppure, in alternativa, il documento di trasporto. A loro volta, questi due documenti devono contenere altri elementi fondamentali, come ad esempio le informazioni utili a individuare il fornitore e il cliente (indirizzo e ragione sociale in primis), oltre alla natura, la quantità e la qualità di quanto è stato consegnato o spedito.

Tasse sul lavoro, obbligatorie anche se l’occupazione è “in nero”

Anche chi lavora in nero, deve pagare le tasse. A dirlo sono numerose pronunce giurisprudenziali e, da qualche giorno, anche il parere n. 26/2011 della Fondazione studi dei consulenti del lavoro, che prende in carico l’opinione dei giudici formulando un indirizzo piuttosto omogeneo e consolidato, che sostituisce la vecchia esclusiva del datore di lavoro con un nuovo approccio, in cui la responsabilità è condivisa tra datore di lavoro e lavoratore.

Il parere della Fondazione risponde al quesito che chiede di sapere se il lavoratore è comunque responsabile dei pagamenti in nero erogati dal datore di lavoro. Il parere spiega che è obbligatorio per il soggetto che effettua il pagamento e che si è avvalso della prestazione lavorativa, l’effettuazione e il versamento della ritenuta Irpef a titolo d’acconto.

Pec: la scadenza è rinviata di un mese

Tutti i discorsi relativi alla posta elettronica certificata devono essere spostati di un mese: la scadenza relativa a questo innovativo strumento, appositamente pensato per le aziende, era prevista fra due giorni esatti, ma vi sono stati dei problemi in questo senso. In effetti, come ha specificato chiaramente il Ministero dello Sviluppo Economico nel corso della giornata di ieri, le Camere di Commercio devono prendere atto che non si è ancora pronti da questo punto di vista. La circolare del dicastero di Corrado Passera ha spiegato appunto come tutte quelle aziende che sono state costituite entro la data del 28 novembre di tre anni fa (nel 2008 quindi) e che non hanno ancora provveduto a inviare l’indirizzo di pec al Registro delle Imprese (e che non riusciranno nemmeno in questi ultimi giorni) avranno la possibilità di sfruttare una ulteriore proroga: il nuovo termine è previsto per la fine dell’anno solare in corso, il prossimo 31 dicembre, senza che vi sia da pagare alcuna sanzione pecuniaria.

Evasione fiscale, rischio di ulteriore aumento

È ben noto come uno dei maggiori problemi nella crescita economica italiana sia data dallo straordinario quantitativo di evasione fiscale ai danni dell’Erario. Un problema ribadito negli scorsi giorni anche dal presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, che ha di fatto segnalato come l’evasione fiscale in Italia abbia oramai raggiunto una quota del Pil pari al 18%.

Una proporzione, quella di cui sopra, che permette al Paese di potersi elevare al ben poco invidiabile secondo posto nella classifica internazionale per evasione fiscale in rapporto alla produzione interna lorda, dietro solamente alla Grecia, nazione che in questo momento non rappresenta certamente un benchmark da seguire. Un’evasione che continua a consolidarsi in tutti i settori dell’economia italiana, e che in futuro potrebbe addirittura incrementare la propria profondità e incisività.

Soggetti non residenti: i chiarimenti sul recupero dell’Iva

Il fatto che un contribuente non possa vantare la residenza nel nostro paese pone dei problemi non indifferenti dal punto di vista fiscale: ecco perché la nostra amministrazione finanziaria ha voluto chiarire questa posizione due giorni fa con una opportuna risoluzione (nello specifico, si tratta della 108/E), in particolare la possibilità di recuperare il credito Iva che è stato maturato nelle liquidazioni della sede secondaria. La vicenda è venuta a galla dopo l’esplicita richiesta di questo soggetto di recuperare il credito in questione, avendo esercitato la propria attività anche con una stabile organizzazione. Secondo quanto disposto dal Dpr 633 del 1972 (il cosiddetto “Decreto Iva”), chiunque non sia residente in Italia non ha la possibilità di instaurare in maniera contestuale due posizioni Iva.

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Tassazione sui giochi online, lontanissima l’armonizzazione UE

Chi attendeva l’uniformità delle normative nazionali in ambito comunitario, è rimasto ampiamente deluso dalla recente risoluzione votata dal Parlamento europeo, che di fatto chiude la porta all’armonizzazione nell’UE sul fronte del gioco online. Una risoluzione votata in occasione della discussione sul Libro Verde e che, stando ai contenuti e al tenore della dichiarazione del Parlamento, sembra allontanare discretamente un simile passo in avanti.

Il Parlamento respinge infatti – così si legge nella risoluzione – “qualunque ipotesi relativa all’introduzione di un atto normativo europeo che armonizzi la disciplina dell’intero settore del gioco d’azzardo”. Una chiusura che riguarda altresì la possibilità di concedere il mutuo riconoscimento delle licenze per gli operatori di gioco.

Bilancio consolidato: tempi e modalità dell’imposta sostitutiva

Il 30 novembre non sarà una data fondamentale solamente per la posta elettronica certificata, ma anche per un adempimento fiscale piuttosto importante: si tratta della cosiddetta imposta sostitutiva che è stata introdotta dal Decreto Legge 98 del 2011 (la manovra correttiva dei conti pubblici). In merito a questo tributo, si conoscono anche tutti i tempi e le modalità per l’affrancamento degli avviamenti, dei marchi aziendali e delle altre attività immateriali che si trovano iscritte all’interno del bilancio consolidato, visto che l’Agenzia delle Entrate ha già provveduto a delinearli in un apposito documento di qualche giorno fa. Che cosa c’è da dire dunque in tal senso? La possibilità in questione riguarda il pagamento di un’imposta sostitutiva che fa riferimento al bilancio consolidato (il documento consuntivo di esercizio) e non a quello d’esercizio.